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Lunedì 31 agosto 2020 - 10:54

Libia, Haftar viola la tregua. Ecco cosa vuole il generale

Mira a provocare Serraj e indebolire il capo del parlamento di Tobruk
Libia, Haftar viola la tregua. Ecco cosa vuole il generale

Roma, 31 ago. (askanews) – Sabato scorso, ad appena una settimana dall’accordo di cessate-il-fuoco siglato il 21 agosto dal presidente del governo di accordo nazionale (GNA) Fayez al Serraj e il presidente del parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, le forze del generale Khalifa Haftar (LNA) hanno violato questa tregua lanciando 12 missili grad sulle forze del Gna a ovest della città contesa di Sirte.

Attacco visto subito come un tentativo di Haftar, che è stato escluso dall’accordo, di dimostrare la “debolezza” di Aguila e nel contempo aumentare contro Serraj, le pressioni già alle stelle a causa dell’ondata di proteste in corso a Tripoli contro i disservizi dell’esecutivo del Gna.

Dietro le proteste di Tripoli, secondo il quotidiano panarabo al Quds al Arabi, ci sarebbe la mano di Haftar con “provocatori di Bengasi e di milizie alleate, i quali vogliono alimentare la rabbia verso le istituzioni e far fallire il cessate il fuoco”. Il giornale, di proprietà del Qatar il cui governo è schiarato a fianco di Serraj, nell’ultimo giorno delle proteste a Tripoli alcuni manifestanti sarebbero stati “rapiti da un commando armato, che non si sa a chi faccia capo”.

Il Generale della Cirenaica, secondo Anadolu, agenzia statale di Ankara principale sponsor del GNA, starebbe effettuando una sorta di pulizia etnica a Sirte con l’obbiettivo di mantenere il controllo della città che secondo i termini dell’accordo tra Serraj e Aguila è destinata, assieme a Jufra, ad essere “demilitarizzata”.

Le notizie che arrivano da Sirte riferiscono infatti di continui attacchi, arresti e rapimenti, nonché uccisioni di civili locali. L’ultimo episodio è il tentato arresto da parte dell’LNA di alcuni membri della tribù Qadhadhfa, che ha causato la morte di un cittadino. A seguito di questi eventi, il Consiglio dei notabili di questa tribù, (Gaddadfa, una branca degli Houara, la stessa del defunto dittatore Muammar Gheddafi) ha annunciato formalmente di aver tolto il supporto al Generale.

La risposta del GNA alla violazione della tregua da parte di Haftar è stata prudente: “Il comando delle operazioni è in attesa delle istruzioni del comandante generale (Serraj) per trattare e rispondere alla fonte di fuoco nel luogo e nel tempo adeguato”, ha detto il portavoce delle Operazioni militari del Gna, generale Mohammed Qanunu.

Un giorno prima dell’attacco di Haftar in Sirte, il segretario di stato americano Mike Pompeo ha discusso ad Abu Dhabi con il suo omologo emiratino chiedendo “sostegno all’accordo di tregua in Libia”. Gli Emirati Arabi Uniti, secondo al Quds al Arabi, continuano a sostenere Haftar dopo che il generale è stato abbandonato da due altri alleati chiave come Egitto e Russia.

Sta di fatto, che ad oggi, 8 gironi dopo l’annuncio della tregua, le milizie di Haftar non hanno lasciato le due città contese Sirte e Jufra.

fth/sam

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