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Venerdì 31 luglio 2020 - 22:02

Oceani più caldi: nel New England strani pesci e mega uragani

Inchiesta del Washington Post: i tropici nel Massachuetts
Oceani più caldi: nel New England strani pesci e mega uragani

Milano, 31 lug. (askanews) – Da decenni sono gli oceani ad assorbire la maggior parte del calore che si abbatte sul nostro pianeta per l’enorme crescita dei gas serra nell’atmosfera e ci sono studi che prevedono che, nel corso di questo secolo, ampie aree oceaniche potrebbero trovarsi in uno stato di surriscaldamento permanente. Condizione che, si legge in un ampio articolo del Washington Post, oltre alle alterazione delle correnti marine produce anche profonde modifiche negli ecosistemi, con la scomparsa di molte specie di animali e il proliferare di altre.

In questo modo accade già ora, in realtà da diversi anni, che sulle coste normalmente non proprio tropicali del New England ci si imbatta in specie di pesci aliene, provenienti da habitat completamente diversi e situati molto più a sud, ma che trovano nelle acque di quello che una volta consideravamo, anche climaticamente, il nord dell’Atlantico le condizioni per vivere e proliferare, lontano dai mari in cui per secoli hanno vissuto. Pesci sub tropicali sulle coste del Massachusetts, insomma, come norma ormai, e non come caso eccezionale, a fronte di temperature delle acque che, secondo il Gulf of Maine Research Institute, fanno segnare aumenti tra i 3 e i 4 gradi centigradi.

Il che significa anche un aumento degli squali lungo le coste e le spiagge, con le conseguenze, anche psicologiche, che è facile immaginare. Anche questo è il cambiamento climatico, un’emergenza che con la pandemia da Covid-19 è passata in secondo piano nelle cronache globali, ma che resta quasi certamente la principale minaccia alla sopravvivenza della specie umana su questo pianeta.

Oltre al tema delle specie aliene, gli oceani nord americani con acque che fanno segnare temperature fino a 28 gradi hanno effetti anche sugli uragani e sulle tempeste che, non a caso, sono chiamate “tropicali”. Proprio le vaste distese di acque calde nei mari sono la fonte di questi fenomeni atmosferici, oltre che un elemento che favorisce il loro rapidissimo intensificarsi, con effetti spesso devastanti sulle coste e non solo. Il numero degli uragani sulla East Coast americana sta aumentando e, da giugno, si registra un costante avanzare verso nord. Con probabilità sempre più alte di fenomeni ad altissima intensità distruttiva. Situazione che preoccupa non poco i meteorologi e che è un’altra manifestazione di una situazione emergenziale che sta diventando, purtroppo, una costante.

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