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Giovedì 9 luglio 2020 - 10:03

Pechino apre a Washington, ma per ora non c’è dialogo

Wang Yi: facciamo tre liste; Pompeo ricorda la repressione in Cina
Pechino apre a Washington, ma per ora non c’è dialogo

Roma, 9 lug. (askanews) – Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha lanciato ogg un appello alla riconciliazione con gli Stati uniti, dopo mesi di confronto aspro. Ma, nelle stesse ore, il suo omologo americano – il segretario di Stato Mike Pompeo – ha voluto ricordare la cosiddetta “Repressione 709”, cioè l’ondata di arresti avvenuta in Cina il 9 luglio 2015, denunciando la situazione dei diritti umani nella Repubblica popolare.

“Quello che è allarmante è che la relazione sino-statunitense è una delle più importanti relazioni nel mondo, ma si trova ad affrontare le sfide più serie da quando i rapporti diplomatici sono stati stabiliti”, ha affermato Wang in un discorso a Pechino. Usa e Cina hanno stabilito i loro rapporti diplomatici nel 1979.

“Le politiche dela Cina nei confronti degli Stati uniti non sono cambiate e noi ancora vogliamo sviluppare le relazioni Cina-Usa in una maniera sincera”, ha continuato il ministro cinese. “Solo attraverso gli scambi – ha detto ancora – noi possiamo fermare le bugie e solo attraverso il dialogo possiamo evitare gli errori di giudizio”.

Wang ha propsoto che, a livello di think tank in Cina e Usa, vengano compilate tre liste: la prima dovrebbe contenere i temi bilaterali e globali su cui le due parti potrebbero lavorare; la seconda potrebbe dettagliare le questioni su cui ci sono dispute ma ci si può attendere che vengano risolte attraverso il dialogo; la terza dovrebbe contenere le questioni irrisolvibili.

Un’apertura che non sembra avere troppe speranze di essere accolta. Lunedì in un tweet il presidente Usa Donald Trump ha attaccato di nuovo Pechino per la sua gestione della pandemia; ieri il direttore dell’FBI Christopher Wray ha indicato la Cina come la principale minaccia per gli Usa e ha puntato il dito contro lo spionaggio industriale e i furtidi proprietà intellettuale da parte della Cina; intanto la Marina Usa sta conducendo importanti manovre – usando due gruppi navali incentrate sulle portaerei USS Nimitz e USS Ronald Reagan – nel conteso Mar cinese meridionale in contemporanea con manovre cinesi.

Il segretario di Stato Pompeo, dal canto suo, in queste settimane si è distinto negli attacchi verbali contro Pechino. Nelle ultime ore ha voluto ricordare la repressione del 9 luglio 2015, quando furono arrestati a centinaia avvocati e difensori dei diritti umani. “La repressione ‘709’ (…) ha avuto l’obiettivo di intimidire una generazione di avvocati e attivisti nel rappresentare e assistere chiunque il Partito comunista cinese percepisca come una minaccia al suo potere assoluto”.

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