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Mercoledì 19 febbraio 2020 - 08:57

Libia, bombe su Tripoli: governo si ritira dai colloqui di Ginevra

Haftar viola tregua. Il GNA: "Nessuna pace sotto i bombardamenti"
Libia, bombe su Tripoli: governo si ritira dai colloqui di Ginevra

Roma, 19 feb. (askanews) – Il governo libico di accordo nazionale (GNA) con sede a Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite, ha annunciato nella notte di avere sospeso la sua partecipazione ai lavori della Commissione militare congiunta a Ginevra, sotto l’egida dell’Onu, a seguito delle ripetute violazioni della tregua da parte delle forze fedeli al generale Khalifa Haftar.

“Annunciamo la sospensione della nostra partecipazione ai colloqui militari che si svolgono a Ginevra fino a quando non saranno adottate posizioni ferme contro l’aggressore (Khalifa Haftar, ndr) e le sue violazioni” della tregua, ha affermato in un comunicato il governo libico di Fayez al Sarraj.

Confermata al vertice internazionale del 19 gennaio a Berlino, questa commissione militare congiunta è composta nel cosiddetto formato “5+5”, con cinque membri che rappresentano il GNA e altri cinque in rappresentanza del genarale Haftar.

Nel primo pomeriggio di ieri, il porto Tripoli e la zona di al-Chaab, un porto di importanza secondaria, sono stati bombardati con oltre 15 missili, nonostante l’entrata in vigore a gennaio di un cessate il fuoco provvisorio. Amin al-Hashemi, portavoce del ministero libico della Sanità, ha dichiarato che tre civili sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti.

Dura la condanna espressa dal presidente del colosso petrolifero Noc, Mustafa Sanalla, che ha sottolineato come i missili siano caduti “a pochi metri di distanza da una nave cisterna piena di gas di petrolio liquefatto altamente esplosiva che stava scaricando nel porto”.

“L’attacco odierno al porto di Tripoli avrebbe potuto causare un disastro umanitario e ambientale e avrà un significativo impatto su una regione altamente popolata come Tripoli – ha detto Sanalla in un comunicato – la città non dispone di strutture per lo stoccaggio del carburante dopo che il principale sito è stato evacuato a causa dei combattimenti nell’area della Airport Road. Le conseguenze saranno immediate per ospedali, scuole, centrali elettriche e altri servizi essenziali. Condanniamo questo comportamento nei termini più duri possibili e chiediamo alla comunità internazionale di intervenire rapidamente per impedire una seria escalation del conflitto e per consentire alla Noc di gestire le forniture di carburante”.

“È chiaro che l’obiettivo del bombardamento sistematico delle aree residenziali, dell’aeroporto e del porto, oltre al blocco totale delle installazioni petrolifere, è provocare una crisi ai cittadini in tutti gli aspetti della loro vita”, si spiega nel comunicato rilasciato dal governo.

Secondo l’esecutivo di Tripoli, “avendo fallito militarmente nel suo tentativo di prendere il potere, l’aggressore (Haftar) cerca invano di creare uno stato di confusione per destabilizzare” la popolazione. Nel condannare le violenze, il GNA ha denunciato le “violazioni commesse prima e durante la tregua”, definendole “crimini di guerra documentati”, che richiedono “mandati di arresto” internazionali.

Il governo ha infine denunciato “il continuo disprezzo” delle forze fedeli ad Haftar per la risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata la scorsa settimana e le decisioni del vertice internazionale di Berlino. “Senza un cessate il fuoco duraturo (…) i negoziati non hanno senso. Non può esserci pace sotto i bombardamenti”, ha detto il GNA.

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