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Venerdì 14 febbraio 2020 - 10:24

Coronavirus, Usa: preoccupazione per vulnerabilità Nordcorea

Pyongyang non dichiara alcun contagio, ma ci sono forti dubbi
Coronavirus, Usa: preoccupazione per vulnerabilità Nordcorea

Roma, 14 feb. (askanews) – Gli Stati uniti hanno dichiarato di essere “profondamente preoccupati” per la vulnerabilità del popolo nordcoreano all’epidemia di coronavirus e si sono detti disponibili ad accelerare l’approvazione di un rafforzamento dell’assistenza attraversole organizzazioni internazionali umanitarie.

La dichiarazione – firmata dalla portavoce del Dipartimento di Stato Morgan Ortegus – si riferisce a un Paese, la Corea del Nord, che non ha al momento dichiarato alcun contagio, ma che consuetamente mantiene il più assoluto silenzio. Tuttavia informazioni esterne, non confermatein alcun modo, parlano di una serie di decessi nelle aree al confine con la Cina e permeabili al passaggio di persone e merci, nonostante la chiusura ordinata dal regime di Pyongyang.

“Gli Usa sono profondamente preoccupati per la vulnerabilità del popolo nordcoreano all’epidemia di coronavirus. Sosteniamo fortemente e incoraggiamo il lavoro delle organizzazioni Usa e internazionali di aiuto e di sanità per affrontare e contenere la diffusione del virus in Repubblica democratica popolare di Corea”, ha affermato Ortegus. “Gli Stati uniti – ha proseguito – sono pronti e preparati a facilitare speditamente l’approvazione di assistenza per tali organizzazioni”.

Per quanto il regime sia abbottonato, alcuni segnali fanno pensare che la situazione sia peggiore di come venga rappresentata. Il Presidium dell’Assemblea suprema del popolo nordcoreano ha approvato un irrigidimento delle linee guida sulla quarantena, che prevede ora l’isolamento di un mese.

Inoltre l’8 febbraio non si è tenuta la solita parata militare per l’anniversario della fondazione dell’Esercito del popolo, che compieva 72 anni. Si tratta di un’occasione importante, che Pyongyang usa solitamente per mostrare sul piano internazionale il livello raggiunto in termini di armamenti.

Ancora, a inizio settimana il premier Kim Jae Ryong ha effettuato una visita alle strutture sanitarie per le malattie infettive, alle quale ha chiesto la massima “responsabilità” nella gestione della risposta all’epidemia. In quell’occasione ha indossato la mascherina, uno strumento di protezione di cui Pyongyang sta cercando di incrementare la produzione. Le foto sono state diffuse dalla KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana.

Giorni fa il sito indipendente – che opera dall’estero – Daily NK parlò di almeno cinque morti a Sinuiju, la città nordcoreana che si trova proprio al confine con la Cina ed è divisa dalla città cinese di Dandong da un ponte, attraverso il quale passa gran parte del traffico con la Repubblica popolare. Due giorni fa, poi, sempre Daily NK ha scritto – citando una fonte di alto livello a Pyongyang – che un’altra donna è deceduta per l’infezione da coronavirus.

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