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Giovedì 13 febbraio 2020 - 16:08

Gb, tensioni nel governo, lascia a sorpresa ministro delle finanze

Sajid Javid ai ferri corti con Cummings, consigliere di Johnson
Gb, tensioni nel governo, lascia a sorpresa ministro delle finanze

Roma, 13 feb. (askanews) – Il cancelliere dello scacchiere britannico Sajid Javid si è dimesso a sorpresa dall’incarico dopo la proposta di “commissariamento” ricevuta dal premier Boris Johnson, che gli ha chiesto di licenziare tutti i suoi collaboratori più stretti sostituendoli con persone di fiducia del suo ufficio, al numero 10 di Downing Street. Javid è stato sostituto nella sua poltrona all’11 della stessa via dal suo vice, Rishi Sunak, che piace molto all’ufficio di Johnson. Javid, in carica come ministro delle finanze da quest’estate, era da tempo protagonista di una lotta di potere con il capo dei consiglieri del primo ministro, Dominic Cummings, su questioni quali i freni alla spesa pubblica.

La sua uscita di scena arriva come una bomba a poche settimana dalla presentazione del suo primo budget. La responsabilità di elencare al parlamento i programmi di spesa e di incassi dell’esecutivo ricade ora su Sunak, che è deputato da meno di cinque anni.

Una fonte vicina a Javid ha detto: “ha rifiutato l’incarico di cancelliere dello scacchiere. Il primo ministro ha detto che doveva licenziare tutti i suoi consiglieri speciali e sostituirli con quelli del numero 10, in modo da formare un unico team. Il cancelliere ha detto che nessuno ministro che abbia un minimo rispetto di sè poteva accettare queste condizioni”.

Johnson ha comunicato le sue richieste a Javid stamani di punto in bianco, nel mezzo di un rimpasto di governo dal quale il ministro avrebbe dovuto uscire indenne. Ha proposto che Javid silurasse tutto il suo staff politico e consentisse al numero 10 di Downing Street di creare un pool congiunto di consiglieri con il numero 11, dove ha sede il ministero delle finanze.

Secondo il laburista John McDonnell, il cancelliere ombra, le dimissioni di Javid mostrano che Cummings ha “chiaramente vinto la battaglia per prendere controllo assoluto del Tesoro e mettere il suo lacchè sulla poltrona di cancelliere. E’ un record storico, il governo è in crisi dopo soli due mesi al potere”.

I rapporti tra i vicini di casa del numero 10 e numero 11 di Downing Street non sono idilliaci da quando ad agosto Cummings ha licenziato in tronco l’addetta stampa di Javid, Sonia Khan, senza consultarlo, sostenendo che era responsabile di fughe di notizie, accusa negata dalla diretta interessata. Khan si è rifiutata di consegnare il cellulare e la sicurezza l’ha scortata fuori dall’edificio.

Da allora ci sono stati scontri tra l’ufficio di Johnson e gli uomini di Javid sul programma elettorale di politica economica dei conservatori e sui contenuti del budget. Javid voleva imbrigliare la spesa pubblica, che Johnson vuole invece aumentare.

Se i rapporti personali tra Johnson e Javid sono sempre stati buoni, i collaboratori dei due si sono sempre guardati in cagnesco. Da ultimo Downing Street non ha gradito che Javid annunciasse prima della presa di posizione ufficiale di Johnson di essere in favore della linea ferroviaria ad alta velocità HS2.

Tra le sorprese nel rimpasto annunciato da Johnson, il siluramento del ministro per l’Irlanda del Nord Julian Smith, da sempre molto vicino all’ex premier Theresa May, artefice solo poche settimane fa di un accordo tra i partiti nordirlandesi che ha consentito lo sblocco dei lavori del parlamento regionale dopo anni di impasse. L’annuncio del suo licenziamento è stato accolto con disappunto in entrambe le Irlande. Il premier irlandese Leo Varadkar ha definito Smith “uno dei migliori politici della nostro tempo”.

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