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Lunedì 13 gennaio 2020 - 12:53

Libia, Lukyanov da Mosca: Italia e Francia fuori partita per ora

"Influenza nel processo di pace non è a livello player regionali"
Libia, Lukyanov da Mosca: Italia e Francia fuori partita per ora

Mosca, 13 gen. (askanews) – Mosca al centro dei giochi sulla Libia. Italia e Francia fuori partita per ora poichè “di fatto la loro influenza nel processo di pace non è a livello di quella dei player regionali”. Feodor Lukyanov, primus inter pares dei politologi russi, commenta ad askanews la giornata moscovita, particolarmente intensa nella capitale russa, destinata a vedere come conclusione la firma di un cessate il fuoco tra il capo del governo di accordo nazionale libico (Gna), Fayez al Serraj e il generale Khalifa Haftar, comandante dell’esercito nazionale libico (Lna).

L’Italia,

che in realtà ha mostrato una coerenza maggiore della Francia e che negli ultimi giorni ha accelerato alla ricerca di un compromesso tra le parti libiche, secondo Lukyanov può essere davvero coinvolta “in una seconda fase”, come parte dell’Unione Europea. Ma al momento Mosca vuole andare avanti sulla Libia seguendo il modello siriano, ovvero i colloqui di Astana: “è un modello ideale – dice – poichè si siedono a un tavolo le parti che hanno interessi nella vicenda”. E se nel caso siriano sono stati chiamati al tavolo Russia, Turchia e Iran, nel caso libico, secondo l’analista russo , toccherebbe a Emirati Arabi Uniti, Turchia, Russia ed Egitto, oltre ovviamente alle parti direttamente interessate.

L’Italia non viene annoverata in questa prima tappa di operazione diplomatica, e alla domanda sul perchè, il politologo pone la questione dell’influenza dei player che possono davvero fare la differenza.

Oggi a Mosca è attesa la firma di un cessate il fuoco. “L’inizio di un processo che può continuare”, ha commentato il noto politologo russo. Lukyanov ha aggiunto che per risolvere il conflitto sono necessari diversi cicli di dialogo e mediazione degli intermediari, facendo un parallelo con il processo di Astana per la pace in Siria, promosso da Russia, Turchia e Iran, che a suo tempo iniziò come processo parallelo alle Nazioni Unite.

Oggi è il giorno per “rendere fattuale” quanto deciso dal presidente russo Vladimir Putin e dal turco Recep Erdogan nel loro recente incontro. Poichè il cessate il fuoco “è una base senza la quale andare avanti è impossibile”.

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