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Martedì 10 dicembre 2019 - 11:34

Algeria alle urne giovedì per nuovo presidente, si teme astensione

Il movimento di protesta di piazza contesta legittimità voto
Algeria alle urne giovedì per nuovo presidente, si teme astensione

Roma, 10 dic. (askanews) – Urne aperte giovedì prossimo in Algeria per eleggere un nuovo presidente, ma il movimento di opposizione Hirak, affermatosi negli ultimi nove mesi con le manifestazioni di piazza che lo scorso aprile hanno portato alle dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika, ritiene che le consultazioni non servano ad altro che a riabilitare “il sistema” al potere nel Paese dall’indipendenza, nel 1962.

Nel 42esimo venerdì di protesta, la scorsa settimana, i dimostranti hanno scandito slogan come “Nessun voto”, “Stato civile e non militare”, “Nessun passo indietro”, “Nessun voto, lo giuriamo non ci fermeremo”. Giovedì sarà quindi cruciale l’affluenza alle urne, per riconoscere la legittimità del nuovo capo di Stato. Ma stando a un rapporto in mano al capo di Stato maggiore, il tasso di partecipazione sarà basso, a un livello mai registrato dall’indipendenza.

Stando al documento pubblicato oggi dal Algerie Patriotique, l’astensione riguarderà gran parte del Paese e non solo i centri urbani, dove da sempre il tasso di partecipazione è stato più basso: la regione di Cabilia registrerebbe un tasso di boicottaggio del voto pari a quasi il 100%, mentre ad Algeri e nelle altre grandi città del Nord, come Orano, Annaba, Setif e Constantine si toccherà tra il 75 e l’80 per cento di astensione. Anche la regione del grande Sud, su cui le autorità contano per “riequilibrare i dati”, dovrebbe far registrare un alto tasso di astensione, con un’affluenza alle urne non oltre il 40%.

Non a caso, domenica scorsa, ultimo giorno di campagna elettorale, tutti e cinque i candidati alla massima carica dello Stato hanno definito “cruciale” la partecipazione al voto peer mettere fine alla crisi e tutelare stabilità e sicurezza del Paese.

I cinque candidati hanno tutti legami con il sistema di potere algerino e, in un Paese in cui oltre la metà della popolazione ha meno di 30 anni, il più giovane di loro ha 56 anni: due di loro hanno anche ricoperto la carica di primo ministro sotto la presidenza di Bouteflika, altri due la carica di ministro.

Tuttavia, nella sua recente visita a Roma per i Med Dialogues, il ministro degli Esteri algerino Sabri Boukadoum ha assicurato che il voto in programma giovedì sarà “libero e trasparente”, sottolineando come “per la prima volta le elezioni saranno monitorate da un’autorità indipendente, composta da magistrati e membri della società civile”, e non dal ministero dell’Interno.

“Vogliamo che le elezioni siano trasparenti ed eque. E lo saranno. E’ una questione di credibilità”, ha dichiarato, aggiungendo poi che “spetterà al prossimo presidente ricreare un rapporto di fiducia tra governanti e governati”.

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