Header Top
Logo
Giovedì 12 Dicembre 2019

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Esteri
  • Violenza sulle donne con disabilità, i dati della Fish

colonna Sinistra
Mercoledì 20 novembre 2019 - 12:01

Violenza sulle donne con disabilità, i dati della Fish

Una ricerca in collaborazione con "differenza donna"
Violenza sulle donne con disabilità, i dati della Fish

Roma, 20 nov. (askanews) – La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha adottato come centrale nella propria piattaforma politica il tema della discriminazione e della violenza contro le bambine, le ragazze e le donne con disabilità. Nell’ultimo Congresso (2018) ha approvato una mozione specifica che rappresenta anche la strategia della FISH. Nei mesi seguenti ha promosso, fra le altre azioni, una ricerca specifica VERA (acronimo per Violence Emergence, Recognition and Awareness) in collaborazione con Differenza Donna, i cui dati, analizzati dalla ricercatrice Lucia Martinez si presentano pubblicamente il 20 novembre 2019.

L’11 dicembre 2018 presso il Senato della Repubblica, ha promosso l’incontro pubblico “Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!”. Un evento al quale parteciparono anche diverse senatrici e deputate, alcune delle quali hanno promosso poi l’approvazione alla Camera dei Deputati di specifiche mozioni. Atti internazionali come la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, come la Convezione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, la Strategia Onu 2030 sullo sviluppo sostenibile richiamano un impegno degli Stati e delle organizzazioni su questi aspetti. La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap si assume responsabilmente il ruolo di stimolare e informare e, come in questa occasione, raccogliere e diffondere quei dati che promuovano la consapevolezza e l’adozione di politiche e strategie adeguate.

? L’indagine VERA – Violence Emergence, Recognition and Awareness approfondisce la tematica della violenza sulle donne con disabilità: sono stati compilati 519 questionari da parte di altrettante donne con disabilità, che vanno dai 16 agli 81 anni. ? 171 donne su 519 intervistate (pari al 33% del totale) dichiarano di aver subito violenza in qualche forma da parte del partner attuale o di un ex, di un familiare, di un conoscente, di uno sconosciuto o di un operatore.

? Notevole però è la differenza tra la violenza percepita e la violenza realmente subita. A fronte della domanda esplicita e generica, a rispondere affermativamente sono appunto il 33%. Ma se si considerano le più dettagliate domande inerenti le singole forme di violenza rispondono affermativamente, quindi dichiarano di averle subite, 339 donne, pari al 65,3% delle intervistate. Ciò ad indicare che molto spesso le donne stesse faticano a riconoscere e definire come “violenza” un atto che le danneggia, se non è di natura strettamente fisica o sessuale. ? Complessivamente la forma di violenza più ricorrente è la violenza psicologica subita dal 54% delle donne; segue la molestia sessuale – che include anche le violenze 1 a sfondo sessuale che si verificano attraverso il web (37%); la violenza fisica (24%) e la violenza economica (7%).

? I differenti tipi di violenza possono presentarsi isolatamente, ma più spesso sono combinati insieme tra loro: nel gruppo di donne intervistate coloro che hanno subito violenza l’hanno subita mediamente in tre forme diverse. ? L’autore delle violenze nell’80% dei casi è una persona nota alla vittima, con diversi gradi di prossimità. Nel 51% dei casi si tratta di una persona affettivamente vicina, ossia il partner, attuale o passato, o un altro familiare; nel 21% si tratta di un conoscente e nell’8% di un operatore (con questo termine si intende una persona che assiste professionalmente la donna con disabilità). Nel restante 20% dei casi l’autore della violenza è uno sconosciuto.

? L’incidenza della violenza subita varia anche a seconda della condizione e della disabilità delle donne. Fra le intervistate, dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza l’82% delle donne con una limitazione cognitiva/intellettiva e l’85% di quelle con una disabilità psichiatrica. Le donne con una disabilità plurima hanno subito violenza nel 74% dei casi, rispetto al 64% registrato tra quelle con un solo tipo di limitazione. Le donne assistite dai servizi sociali subiscono più spesso violenza (75%) rispetto alle donne non assistite dai servizi sociali (63%). Le donne che abitano da sole, o con il loro assistente, dichiarano più sovente violenza (73%) rispetto a quelle che vivono col partner o con i genitori (rispettivamente 60% e 64%).

? Solo il 37% delle donne che dichiarano di aver subito una qualche forma di violenza tra quelle indicate afferma di aver reagito. Nella maggior parte dei casi (37%) le donne hanno reagito contestualmente all’atto di violenza, fermando il maltrattante; nel 27% dei casi hanno denuncia la violenza (nel senso più lato del termine; quindi non intendono solo la denuncia alle forze dell’ordine); il 16% delle donne ha allontanato il maltrattante e il 7% ha abbandonato la casa – della famiglia di origine o del partner – in cui si svolgeva la violenza. Una quota più residuale di donne ha deciso di confidarsi, in cerca di aiuto, con la propria rete di familiari e amici (6,5%) o si è rivolta al servizio competente, ossia ad un Centro antiviolenza (5,6%).

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su