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Giovedì 12 settembre 2019 - 00:29

Brexit, pubblicato lo scenario “no deal”: governo teme il caos

Prezzi su, problemi con farmaci e alimentari, possibili disordini
Brexit, pubblicato lo scenario “no deal”: governo teme il caos

Roma, 12 set. (askanews) – Una Brexit senza accordo con Bruxelles potrebbe provocare un forte aumento dei prezzi dei generi alimentari e del carburante, problemi nella fornitura di farmaci e possibili “disordini pubblici e tensioni tra i cittadini”: alla fine il governo britannico è stato costretto a svelare l’Operazione Yellowhammer, il piano di emergenza per un divorzio dall’Ue “no deal”. E il contenuto del documento – fa notare The Guardian – è molto simile al piano che era trapelato lo scorso agosto e che il governo aveva liquidato come datato. Quel documento parlava di “situazione base”, quello pubblicato mercoledì cita “il peggiore scenario” ipotizzabile.

Secondo questo scenario, il traffico attraverso la Manica potrebbe ridursi del 40-60% e serviranno sino a tre mesi per tornare alla normalità.

Per le forniture alimentari, il governo britannico considera prevedibile “una riduzione per certi tipi di cibo fresco” e problemi nel packaging.

“Questi due fattori combinati no causeranno una scarsità complessiva di cibo in Gran Bretagna, ma ridurrà la scelta e la disponibilità di prodotti e farà crescere prezzi, cosa che potrebbe avere conseguenze sui gruppi più vulnerabili”, si avverte nel documento.

Inoltre, secondo le previsioni ‘in caso di peggiore scenario’, certi servizi finanziari transfrontalieri subiranno interruzioni, come saranno interrotte le operazioni di condivisione di dati tra Regno Unito e Ue.

Il governo londinese sottolinea che, perdendo la cittadinanza europea, i cittadini britannici probabilmente “con il tempo perderanno i diritti associati e l’accesso ai servizi pubblici in Europa, oppure verrà loro chiesto di cambiare modalità di accesso”.

Allarme per Gibilterra che, a causa della sua posizione “vedrà interrotta la fornitura di merci, medicinali, spedizioni di rifiuti”. Inoltre, i “ritardi prolungati dell’attraversamento del confine a lungo termine potranno avere un impatto negativo sull’economia di Gibilterra”.

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