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Mercoledì 10 luglio 2019 - 15:10

Ambasciatore Bologan: semestre romeno Ue superato con soddisfazione

Chiusi 90 dossiere in tre mesi, uno al giorno
Ambasciatore Bologan: semestre romeno Ue superato con soddisfazione

Roma, 10 lug. (askanews) – “Il semestre di presidenza dell’Unione europea affidato alla Romania non è stato facile, ma lo abbiamo superato con soddisfazione e orgoglio”, ha detto l’ambasciatore romeno a Roma George Bologan facendo il punto dei sei mesi affidati a Bucarest che si sono conclusi il 30 giugno passando il testimone alla Finlandia. La presidenza ha “risposto a sfide non facili, come la Brexit, con tutte le sue incertezze, le elezioni europee e i movimenti più o meno convinti di dare una nuova direzione all’Europa”, ha spiegato l’ambasciatore.

Nel corso dei primi tre mesi, da gennaio a marzo, sono stati chiusi 90 dossier, uno al giorno. In sei mesi sono stati organizzate 60 riunioni ministeriali, 1.750 riunioni informali ed eventi, 25 dei quali soltanto dall’ambasciata di Romania in Italia, dove la presenza del governo, con il vicepremier Matteo Salvini all’inaugurazione del semestre e il viceministro allo Sviluppo economico Dario Galli alla chiusura, hanno fatto sentire la vicinanza dell’Italia allo storico partner romeno in questa “prima volta” da presidente. Un semestre che ha visto il suo picco nel rapporto Italia-Romania nella presenza del presidente romeno Klaus Iohannis come ospite alla conferenza “State of Union” a Firenze.

Una presidenza che è iniziata con un certo pregiudizio da parte di Bruxelles, ma Bucarest ha dimostrato che “quando c’è la volontà politica si ottengono ottimi risultati”.

Tra gli obiettivi raggiunti la direttiva sul copyright, la lotta alle fake news con la piattaforma digitale dove gli stati possono dialogare in tempo reale in coordinamento costante su disinformazione e cybersicurezza, l’approvazione dell’agenda strategica 2019-2024, nella riunione del 20-21 giugno, le cui conclusioni sono state preparate nel summit di Sibiu simbobilicamente convocato per il 9 maggio (data scelta a Milano per la festa dell’Europa).

E ancora: la politica di vicinato e allargamento, la sicurezza interna ed esterna con i negoziati sull’interoperabilità dei sistemi informatici di giustizia, che rende più semplici i controlli alle frontiere contro l’immigrazione illegale e si abbina al regolamento per il potenziamento dell’ex Frontex, oggi guardia costiera europea e polizia di frontiera europea, per cui ogni stato membro ha accolto la richiesta di aumentare l’impegno per fornire 5.000 agenti entro il 2021 e arrivare a 10mila entro il 2027.

La Romania, nel corso del suo semestre, si è impegnata per trovare un accordo sul meccanismo di coordinamento per la ricollocazione dei migranti per evitare di costruire soluzioni ad hoc per ogni caso e per migliorare i rimpatri, un elemento essenziale.

E un punto che l’ambasciatore ha voluto sottolineare è l’importanza e il coinvolgimento delle nuove generazioni nel processo di creazione di una coscienza europea, anche attraverso l’istituzione di un corso su civilità e cultura dell’Ue a scuola, un progetto a lungo termine. Un primo passo per inserire nel meccanismo decisionale dell’Ue i più giovani è stata l’approvazione a inizio maggio della “Dichiarazione dei bambini e dei giovani europei”, che chiede ai leader europei di rendere la partecipazione dei giovanissimi una priorità e una realtà consolidata.

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