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Giovedì 4 luglio 2019 - 08:25

Usa, carri armati alla Casa Bianca: la parata del 4 luglio di Trump

Migliaia di soldati per discorso presidente, e scoppia la polemica
Usa, carri armati alla Casa Bianca: la parata del 4 luglio di Trump

Roma, 4 lug. (askanews) – Carri armati e blindati in parata per la festa dell’Indipendenza a Washington, in quello che si preannuncia una 4 di luglio fuori dagli schemi per gli americani, condito dall’inevitabile polemica. Il presidente Donald Trump, regista di quel che ha definito su Twitter “lo spettacolo di una vita” arrringherà migliaia di soldati schierati davanti alla Casa Bianca, con una coreografia a uso e consumo delle tv in cui il commander in chief sarà circondato dalle sue forze.

Tempo permettendo, gli inni di ogni arma delle forze armate saranno suonati davanti ai rispettivi capi schierati a fianco di Trump, mentre il cielo sarà solcato da aerei militari. Centinaia di ospiti, molti dei quali selezionati dal Comitato Nazionale Repubblicano, assisteranno dagli spalti in una sezione Vip allestita accanto al podio del presidente. Ma la decisione di Trump di trasformare la celebrazione del 4 luglio a Washington in una specie di manifestazione del brand Trump per l’America ha attirato critiche dai democratici, dai massimi rappresentanti delll’amministrazione cittadina e da molti ufficiali militari che ritengono che il presidente stia usando le truppe come comparse a fini politici.

“Schiera le truppe, così possiamo ringraziarle – lascia i carri armati per la Piazza Rossa”, ha detto al New York Times il generale in pensione Anthony C. Zinni, ex capo del Comando centrale degli Stati Uniti, che fino a quest’anno ha prestato servizio nell’amministrazione Trump come inviato speciale per il Golfo Persico. Muriel Bowser, sindaco di Washington, ha detto che mostrare i carri armati e le attrezzature pesanti “non sono il modo americano” di onorare l’esercito.

Il 4 luglio a Washington viene celebrato di solito in assenza dell’inquilino della Casa Bianca o di qualsiasi sfumatura politica: con una parata, un concerto davanti al Campidoglio e fuochi d’artificio sul National Mall, accompagnati dalla National Symphony Orchestra, eventi che si terranno anche quest’anno. Ma quest’anno queste tradizioni si sono scontrate con il desiderio di Trump di replicare lo spettacolo delle grandi parate militari in altri Paesi, un’idea che persegue dal 2017, quando ha assistito alla sfilata di migliaia di soldati lungo gli Champs-Élysées insieme a decine di carri armati durante la celebrazione della presa della Bastiglia a Parigi.

Il presidente, che ha dichiarato l’evento francese una delle “più grandi parate che abbia mai visto”, originariamente voleva un simile spettacolo di forza militare a Washington nel Veterans Day, ma ad agosto è stato fermato dalla obiezioni dell’amministrazione cittadina, dalle preoccupazioni del Pentagono e dal costo di oltre 90 milioni di dollari.

Ora Trump ha ordinato, meno di un mese fa, di trasformare le tradizionali celebrazioni dell’Indipendenza in quella che lui stesso ha definito “una celebrazione dell’America” e che i critici ritengono invece una celebrazione di Donald J. Trump. Secondo fonti della Difesa la parata costerà un milione di dollari. Ieri il presidente ha twittato che lo spettacolo vale il prezzo. “Il costo del nostro grande Saluto all’America domani sarà molto piccolo rispetto a quello che vale. Possediamo gli aerei, abbiamo i piloti, l’aeroporto si trova proprio accanto (Andrews), tutto ciò di cui abbiamo bisogno è il carburante”.

Tutti i preparativi potrebbero essere inutili però se il tempo a Washington non sarà clemente. Le previsioni per il 4 luglio sono di una mattinata calda e afosa, seguita nel pomeriggio da oltre il 50 percento di probabilità di temporali, che costringerebbero il Pentagono a cancellare l’esibizione aerea.

Intanto è già cominciato lo scaricabarile per un eventuale insuccesso della manifestazione, per la quale ad esempio ancora una settimana fa non erano stati stampati i biglietti. La Casa Bianca e il dipartimento degli Interni hanno già cominciato ad attribuire l’uno all’altra le responsabilità della programmazione dell’evento.

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