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Mercoledì 12 giugno 2019 - 13:58

Ministro esteri slovacco critica Enel per ritardi

In realizzazione nuovi blocchi produzione nucleare a Mochovce

Roma, 12 giu. (askanews) – Il ministro dell’economia slovacco Peter Ziga attacca l’Enel per i ritardi di realizzazione dei due nuovi blocchi di produzione nucleare di Mochovce e recrimina sul fatto che nel 2006 la quota di maggioranza di Slovenske elekrarne, la compagnia energetica slovacca, sia stata ceduta alla società italiana. Risale infatti a 13 anni fa la decisione del governo di Bratislava di vendere all’Enel il 66% di Slovenske elektrarne. Nel frattempo l’Enel ha condiviso la propria partecipazione con la ceca Eph, “ma sono sempre gli italiani a dirigere i lavori a Mochovce” afferma Ziga, in una intervista che compare oggi sul quotidiano economico ceco Hospodarske noviny. Tutto questo in vista del 2020, anno in cui i due nuovi blocchi di Mochovce dovrebbero finalmente entrare in funzione. &n bsp;

“Se avessimo scelto come investitori la ceca Cez, anziché gli italiani, ora i lavori a Mochovce sarebbero terminati da tempo” insiste il ministro, sottolineando inoltre: “questi due nuovi blocchi di produzione sono per noi fondamentali. Attualmente siamo costretti a importare il 10% delle energia, mentre appena Mochovce sarà terminata abbiamo la possibilità di tornare a esportare elettricità. Noi in Slovacchia col nucleare sappiamo cosa fare, abbiamo esperienza a tutti i livelli, dalla progettazione alla realizzazione “.

Il ritardo è salito ormai a sette anni e non solo i due reattori non sono terminati, ma nel frattempo il costo è progressivamente aumentato a più del doppio, 5,4 miliardi di euro, rispetto alla cifra iniziale di 2,6 miliardi.

“Il budget iniziale è stato modificato in aumento quasi dieci volte, così come la data finale di conclusione dei lavori. E’ vero che ci sono stati obiettivi fattori comprensibili di ritardo, come il disastro di Fukushima nel 2011. Ma tutto il resto è da ascrivere all’inesperienza dell’Enel con il nucleare” afferma Ziga, il quale conclude, riferendosi proprio all’aumento dei costi: “Non è necessariamente collegato al fatto che si sia in qualche modo rubato durante i lavori, anche se la polizia sta indagando su questo. La cosa è piuttosto da attribuire a una organizzazione del lavoro fatta molto male, il che ha reso il tutto ingovernabile”.

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