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Mercoledì 22 maggio 2019 - 19:48

Russia, I mosaici (sovietici) di Rostov fanno sloggiare i negozi

Il sogno soviet è stato nascosto per anni da consumismo imperante
Russia, I mosaici (sovietici) di Rostov fanno sloggiare i negozi

Rostov sul Don (Russia), 22 mag. (askanews) – Fino a qualche anno addietro erano solo un fastidioso retaggio del passato sovietico. Oggi invece sono una scoperta e anche un caso politico-economico, che farà presto sloggiare servizi commerciali molto diffusi a Rostov sul Don, la maggiore città meridionale russa. In questa piccola metropoli, posta sul confine ideale tra l’Europa e Asia, da qualche mese a questa parte non si parla d’altro: i mosaici sovietici dei sottopassi, in gran parte coperti dai negozietti che costellano e illuminano le viscere della città.

Bene: dal primo di luglio questi negozi dovranno sloggiare e fare spazio all’arte dei maestri piastrellisti che nel 1979 si dovettero cimentare nell’impresa. O meglio i negozi che si trovano nel sottopassaggio di Moskovskaya / Budennovsky, dopo che è stata riconosciuta l’importanza culturale di questi capolavori casuali. Il primo vice governatore, Igor Guskov, ha ordinato all’amministrazione di Rostov di smantellare i negozi, dopo che il movimento pubblico “City Patrol” avevano attirato la sua attenzione sul caso.

Il tunnel è stato il primo a Rostov, dove il mosaico è stato riconosciuto come patrimonio culturale. Lo status è stato assegnato più di un anno fa. In precedenza, nel sottopassaggio vicino al centro commerciale “Horizon” sono state smantellate 15 bancarelle illegali. Ora verranno ne smantellate 17 esercizi. Ogni sottopassaggio è diverso e forse questo è l’aspetto artistico più caratterizzante per Rostov. I pannelli di mosaico sulla natura della regione del fiume Don, i panorami della città e la fortezza di Dimitry a Rostov sono stati coperti a lungo agli spettatori. Inoltre, alcune parti di queste opere casuali ma uniche del realismo socialista, sono completamente perse. “Non capisco come siamo finiti così? In che modo le calze vendute possono essere più importanti dei siti del patrimonio culturale?!”, aveva commentato indignata la rappresentante del movimento pubblico “City Patrol” Elena Khatlamadzhiyan, sottolinendo che “quel mosaico, che è coperto all’incrocio di Budennovsky, ci racconta di come i cittadini di Rostov rappresentavano la città del futuro. Questo è un capolavoro!”. La capitale Don ora invece si occuperà dei dipinti a mosaico nei passaggi sotterranei, che i turisti di tutto il mondo in lingua inglese hanno già definito un’opera d’arte unica.

Nella regione che vedrà domani e venerdì una missione di sistema italiana, guidata dall’ambasciatore in Russia Pasquale Terracciano, il caso dei mosaici è all’ordine del giorno da mesi. E in realtà è una tessera del mosaico ideale dell’ammodernamento della capitale del Don, che con i Mondiali di calcio ha imboccato una strada molto chiara. Già evidente sin da quando si atterra all’aeroporto di Platov, tanto piacevole esteticamente e avvenieristico da partecipare persino alla notte dei musei in Russia.

Contemporaneamente c’è anche una Rostov che si riappropria del proprio passato culturale. I mosaici risalgono a un ordine comunale di epoca sovietica. Negli anni ’70 era previsto che tutti i sottopassi diventassero parte della metropolitana, quindi le autorità non hanno lesinato fondi per decorare i nuovi passaggi. L’intero progetto è stato guidato da Yuri Labintsov, che ha raccolto attorno a sé persone di talento, gli occhi brillanti di chi ha contribuito a tradurre in realtà tutte le sue idee. Ossia una forma propagandistica del sogno sovietico, ma anche un evento culturale molto interessante. Con materiali semplici, eppure ancora oggi di grande effetto. Il consumismo, con la diffusione dei negozi a ogni angolo, li ha coperti, ma non per sempre. O almeno non tutti.

Solo uno dei cinque passaggi ha lo status di patrimonio culturale: se lo avessero tutti, sarebbe necessario smantellare più di 60 padiglioni commerciali, il che provocherebbe una perdita di oltre 180 posti di lavoro.

Labintsov disegnò immagini su grande scala, divise in celle in base al formato delle tessere. Quindi il disegno in frammenti separati venne trasferito su carta da lucido, è stato tagliato e quindi copiato sulle piastrelle, che furono tagliate con una macchina e raccolte in una cornice speciale.

Tutto venne fatto manualmente e con semplice entusiasmo, ogni millimetro e ogni dettaglio era importante: ad esempio, solo un occhio di un “eroe” era composto da otto elementi. “Questo mosaico ci mostra un ospedale dove nascono i bambini” illustra ad Askanews Sergei Mironov, noto politologo di Rostov. “Praticamente in questo tunnel ci sono le varie tappe della vita. Il bambino nasce, gioca, studia, poi arriva all’università e si laurea. Nel sottopasso parallelo chi può diventare: a secondo della professione che sceglierà. Il tutto proprio di fronte alla facoltà di scienze agricole”.

Dalla parete intonacata alla creazione del pannello finito, passò un anno. Per un totale di cinque sottopassi decorati con mosaici dal 1979 al 1982. Molti quadri sono epici, figli del realismo socialista, lunghi fino a dieci metri. Ogni passaggio ha il suo tema: “Infanzia felice”, “L’uomo e lo spazio”, “I cosacchi del Don”. E quando si attraversano, è come tuffarsi in un passato ideale e in quella propaganda sovietica dei manifesti e dei quadri che ormai appassionano collezionisti in tutto il mondo.

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