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Mercoledì 15 maggio 2019 - 19:58

Usa, l’offensiva repubblicana sull’aborto mira alla Corte Suprema

Giudici conservatori sono maggioranza, "Roe vs Wade" a rischio
Usa, l’offensiva repubblicana sull’aborto mira alla Corte Suprema

Roma, 15 mag. (askanews) – L’Alabama è solo l’ultimo stato americano ad approvare una legge che pone limiti al diritto all’aborto, nell’ambito di un’offensiva avviata da vari stati guidati da repubblicani che mira alla Corte Suprema, con l’obiettivo di ribaltare la sentenza del 1973 che affida alla donna il diritto di scegliere se portare a termine o meno una gravidanza. Gli oppositori dell’aborto puntano a far arrivare le nuove leggi sul tavolo dei giudici supremi, che ora sono in maggioranza conservatori e potrebbero affondare la storica sentenza “Roe vs Wade”, che sancì il diritto della donna alla scelta.

Ieri in Alabama, il Senato ha approvato 25 a 6 una legge che proibisce l’aborto praticamente in tutti i casi, compresi stupro e incesto. Secondo il testo i dottori che eseguono interruzioni di gravidanza rischiano dai 10 ai 99 anni di carcere. Le nuove norme attendono ora la firma del governatore repubblicano Kay Ivey.

La scorsa settimana il governatore repubblicano della Georgia ha firmato una legge che vieta l’interruzione di gravidanza dal momento in cui viene rilevato il battito cardiaco del feto. La Georgia è diventata il sesto stato Usa a mettere fuori legge l’aborto dopo circa sei settimane di gestazione. Ohio, Mississippi, Kentucky, Iowa e North Dakota hanno approvato leggi simili, mentre Florida e Texas, grandi bacini elettorali, stanno pensando di imitarli.

Tutte le nuove leggi sono state bloccate dalla magistratura o sono attese in tribunale e alcuni anti-abortisti hanno detto chiaramente che è ciò che si vogliono, in modo da porter portare il tema davanti a nove giudici della Corte Suprema. “E’ progettata sotto ogni profilo per ottenere proprio questo” a detto Terri Collins, la senatrice repubblicana statale che ha sponsorizzato la legge in Alabama.

L’offensiva repubblicana per forzare una resa dei conti su Roe vs Wade arriva mentre il presidente Donald Trump si prepara alla campagna per la rielezione nel 2020, nella quale l’aborto sarà una questione caldissima.

La Corte Suprema ha già ribadito il diritto costituzionale di una donna all’aborto, ma alcuni attivisti anti-aborto ritengono che sia giunto il momento di ribaltare il tavolo. Trump ha nominato due giudici supremi conservatori, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, e oggi i liberal nella corte sono in minoranza, quattro a cinque. Il presidente della Corte John Roberts, di tendenze conservatrici, sarà l’ago della bilancia se la questione della costituzionalità dell’aborto finirà davanti alla Corte.

La legge dell’Alabama e le iniziative per limitare il diritto all’aborto in altri stati hanno suscitato una valanga di critiche mercoledì da parte dei democratici. “Questa iniziativa dell’Alabama, e le iniziative in corso in ora in 29 stati, rappresentano un attacco senza quartiere alla libertà riproduttiva delle donne e ai nostri diritti civili fondamentali” ha detto la senatrice Kirsten Gillibrand di New York, che è tra i 22 candidati alla nomination democratica per le presidenziali 2020. “Non vi sbagliate, questo è un piano del partito repubblicano per rovesciare Roe vs Wade e tornare indietro sui diritti riproduttivi e sui diritti umani delle donne” ha detto Gillibrand alla CNN.

L’ex vicepresidente Joe Biden, che punta anche lui a guidare il ticket democratico, ha detto che i repubblicani “stanno introducendo leggi che violano chiaramente Roe v Wade e dovrebbero essere dichiarate incostituzionali”. “Roe v Wade è una legge consolidata e non va ribaltata” ha detto Biden. “La scelta dovrebbe restare tra una donna e il suo medico”.

“L’aborto è un diritto costituzionale”, ha detto il senatore del Vermont Bernie Sanders, un altro candidato per il 2020. “Quello che sta facendo l’Alabama è chiaramente incostituzionale e non rispetta il diritto fondamentale della donna di prendere decisioni sul proprio corpo”.

L’ex first lady e segretaria di stato Hillary Clinton, la candidata presidenziale democratica del 2016, ha affermato che i divieti d’aborto sono “terribili attacchi alla vita delle donne e alle libertà fondamentali”. “Nessuno di noi dovrebbe accettare un futuro in cui le nostre figlie e nipoti abbiano meno diritti di noi”, ha detto Clinton.

In base a un sondaggio del Pew Research Center di fine 2018, il 58% degli americani ritiene che l’aborto debba essere legale, il 37% ha opinione contraria. Gli americani sono divisi secondo linee di partito, con il 59% dei repubblicani che ritiene che l’aborto dovrebbe essere illegale e il 76% dei democratici che dice che dovrebbe essere legale nella maggior parte dei casi.

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