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Lunedì 15 aprile 2019 - 13:53

Dalla Libia 800.000 migranti pronti a raggiungere l’Italia, dice Sarraj

Intervista al Corriere: grazie a Italia per sostegno alla pace
Dalla Libia 800.000 migranti pronti a raggiungere l’Italia, dice Sarraj

Roma, 15 apr. (askanews) – La crisi in atto a Tripoli, con l’avanzata delle forze del generale Khalifa Haftar sulla capitale libica, potrebbe spingere 800.000 migranti e libici, tra cui criminali e jihadisti legati all’Isis, verso l’Italia e le coste europee. Questo l’allarme lanciato dal premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, in un’intervista concessa al Corriere della Sera nel giorno in cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ricevono a Roma il vice premier libico, Ahmed Maitig, e il vice premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani.

“Ho ripetuto più volte che questa è una vera e propria guerra contro di noi, una guerra che ci è stata imposta – ha ribadito Sarraj dal suo ufficio a Tripoli – noi siamo una popolazione pacifica. Le nostre forze armate e la nostra popolazione si sta difendendo. I nostri combattenti stanno operando sul campo. Noi difenderemo le nostre città, la guerra è ancora aperta e i combattimenti continuano”.

“Ci auguriamo che la comunità internazionale operi al più presto per la salvezza dei civili”, è l’appello lanciato da Sarraj, chiedendo ai Paesi e alle forze che sostengono il generale Haftar di smettere di inviare aiuti finanziari e militari.

“Stanno attaccando le strutture civili, le strade, le scuole, le case, l’aeroporto e le strutture mediche: ambulanze e ospedali – ha denunciato – il generale Haftar dice che sta attaccando i terroristi, ma qui ci sono solo civili. Domenica in realtà avrebbe dovuto iniziare la conferenza nazionale libica e invece l’azione di Haftar ha bloccato l’incontro”.

Sarraj ha quindi ringraziato l’Italia per il suo mediazione e per il fatto che ha tenuto aperta e funzionale l’ambasciata di Tripoli, ma soprattutto per il suo sostegno per la pace in Libia.

Sim MAZ

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