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Giovedì 4 aprile 2019 - 18:30

Commissione Ue: pronti a Brexit senza accordo, se necessario

Presentate misure di contingenza per trasporti, salute, alimenti
Commissione Ue: pronti a Brexit senza accordo, se necessario

Bruxelles, 4 apr. (askanews) – “E sempre più probabile che il Regno Unito lasci l’Unione europea senza un accordo il 12 aprile, tra otto giorni”. “Il ‘no deal’ è altamente probabile”. Lo hanno affermato oggi a Bruxelles, rispettivamente, la commissaria Ue ai Trasporti Violeta Bulc e il vicepresidente della Commissione Jyrki Katainen, presentando i “piani di contingenza” dell’Esecutivo comunitario nei settori (i trasporti, la salute pubblica e la sicurezza alimentare) che rischiano di subire l’impatto maggiore dall’eventuale Brexit “dura”, con la reintroduzione improvvisa dei controlli alle dogane.

“La Commissione ha completato tutti i preparativi finalizzati a mitigare il danno più significativo che potrebbe essere causato dallo scenario del ‘no deal'” nel settore dei trasporti, ha detto la Bulc, avvertendo, tuttavia, “le misure di emergenza non attenueranno, né potrebbero attuenuare, l’impatto complessivo di questo scenario; non compenseranno l’eventuale mancanza di preparazione da parte degli operatori, né potranno replicare i termini dell’Accordo di recesso”.

La commissaria ha aggiunto che le misure di contingenza “sono limitate nel tempo, riguardano solo settori specifici in cui è necessario proteggere gli interessi vitali dell’Ue, e dipenderanno dalla reciprocità di trattamento che sarà praticata dal Regno Unito”. Inoltre, “consentono solo la continuità dei servizi di base e non replicano in alcun modo i vantaggi significativi dell’Ue o del mercato unico”.

Le misure adottate nel settore dei trasporti riguardano innanzitutto la connettività e sicurezza aerea, con gli obiettivi di evitare la completa interruzione del traffico aereo tra l’Ue e il Regno Unito; estendere la validità di alcune licenze e certificati di sicurezza aerea; ed evitare ulteriori controlli di sicurezza per i passeggeri provenienti dal Regno Unito.

In secondo luogo, bisogna garantire il proseguimento dei collegamenti stradali di base tra l’Ue e il Regno Unito. Ma anche lavorare alla graduale eliminazione delle operazioni di cabotaggio.

Poi ci sono misure per i collegamenti ferroviari: bisognerà garantire la validità delle autorizzazioni di sicurezza per alcune tratte dell’infrastruttura, in particolare quelle transfrontaliere. Ciò vale soprattutto per il tunnel sotto la Manica e richiederà il mantenimento da parte del Regno Unito di standard di sicurezza identici ai requisiti fissati dall’Ue.

In campo marittimo, infine, andranno valutati gli organismi di ispezione delle navi, allo scopo di garantire la certezza del diritto e assicurare la continuità delle spedizioni.

Quanto al settore della sanità pubblica e della sicurezza alimentare, il vicepresidente Katainen, attualmente responsabile anche del portafoglio Salute e sicurezza alimentare, ha ricordato che la Commissione e i Ventisette “hanno lavorato intensamente negli ultimi due anni per affrontare la sfida di una Brexit senza accordo. Il mio messaggio – ha affermato – è semplice: l’Ue e gli Stati membri sono pronti ad affrontare e gestire i cambiamenti più dirompenti”.

“La sicurezza dei medicinali – ha assicurato Katainen – rimarrà invariata, e gli Stati membri e l’Agenzia europea dei medicinali (Ema, ndr) monitorano costantemente la situazione e collaborano con l’industria farmaceutica per garantire la disponibilità di medicinali nell’Ue”.

I prodotti farmaceutici sono stati attentamente considerati durante la preparazione del ritiro del Regno Unito dall’Ue. L’Ema ha pubblicato un documento per il pubblico con una serie di domande e risposte, preparate con la Commissione e le autorità farmaceutiche degli Stati membri, sulla prevenzione della carenza di medicinali.

I problemi che potrebbero sorgere per le medicine riguardano le omologazioni, trattandosi di prodotti potenzialmente pericolosi che devono essere autorizzati dalle autorità competenti sul territorio, e la farmacovigilanza. Fonti della Commissione, con riferimento a recenti inchieste della stampa britannica sui rischi nel Regno Unito, hanno oggi assicurato che “non ci sono ragioni per cui debbano verificarsi carenze di medicinali specificamente a causa della Brexit”, e che “non ci sono specifiche preoccupazioni relative a specifici farmaci”.

Quanto agli animali domestici e agli animali d’allevamento, potranno ancora viaggiare attraverso la Manica, “ma le condizioni cambieranno dal momento che nuovi controlli dovranno essere effettuati alle frontiere dell’Ue con il Regno Unito”.

Le regole per i cittadini e le imprese che devono prepararsi per il movimento di animali vivi e di prodotti di origine animale da parte dei trasportatori sono disponibili sul sito Web della direzione generale Salute (Dg Sante) della Commissione.

Più in generale, riguardo alle pratiche doganali, sono state prediposte delle semplici e sintetiche guide e “liste di controllo”, scaricabili sulle pagine Web dell’Esecutivo comunitario, in cui si spiega alle imprese europee di beni e servizi e agli operatori che commerciano con il Regno Unito, o che fanno transitare delle merci attraverso il territorio britannico, tutto quello che dovranno fare a partire dal 13 aprile, se si verificherà la Brexit senza accordo.

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