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Martedì 12 febbraio 2019 - 09:09

Abe all’attacco di Seoul: ritirare le frasi sull’Imperatore

Sono state chieste scuse ad Akihito per "donne di conforto"
Abe all’attacco di Seoul: ritirare le frasi sull’Imperatore

Roma, 12 feb. (askanews) – Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha bollato come “estremamente inappropriate” le dichiarazioni del presidente dell’Assemblea nazionale sudcoreana Moon Hee-sang, secondo il quale l’imperatore Akihito dovrebbe chiedere scusa per la vicenda delle cosiddette “donne di conforto”, cioè le donne coreane sfruttate nei bordelli militari giapponesi al seguito dell’Armata imperiale fino alla conclusione della seconda guerra mondiale.

Abe, parlando alla Dieta (il parlamento nipponico), ha detto che Il Giappone ha chiesto alla Corea del Sud di chiedere scusa per le dichiarazioni di Moon, rilasciate in un’intervista alla Bloomberg. Il capo del parlamento sudcoreano aveva detto che Akihito dovrebbe chiedere scusa come “figlio del principale responsabile dei crimini di guerra”, facendo riferimento all’imperatore Showa (Hirohito), padre dell’attuale Tenno.

“Quanto ho letto queste dichiarazioni, sono rimasto davvero sorpreso”, ha detto il premier. “Il nostro Paese ha immediatamente comuniciato alla Corea del Sud per via diplomatica che le dichiarazioni del presidente del parlamento Moon sono state inappropriate e deprecabili. Abbiamo protestato con forza e chiesto delle scuse e una ritrattazione”.

Dal canto suo il ministero degli Esteri di Seoul ha respinto le accuse giapponesi, sostenendo che le dichiarazioni di Moon erano intese a un approccio orientato al futuro. “Il Giappone – ha dichiarato il ministero sudcoreano – ha bisogno di mostrare sincerità per onorare, rendere degna e curare la pena emotiva delle vittime, basandosi su un approccio orientato alle vittime”.

Il Giappone è stata la potenza coloniale che ha controllato la Penisola coreana dal 1910 al 1945. Il sistema delle “donne di conforto” è oggetto ancora oggi di una differente interpretazione tra Tokyo e Seoul. Nel 2015 i due paesi hanno firmato un accordo, ma a novembre dello scorso anno il presidente Moon Jae-in ha espresso un’intenzione di denunciare quell’accordo, senza però farlo ancora. Per quanto riguarda Tokyo, questo accordo rappresenta il punto conclusivo della vicenda.

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