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Giovedì 10 gennaio 2019 - 13:06

Cina: missili antinave mobilitati per nave Usa in Mar cinese

Si tratta dei nuovissimi DF-26
Cina: missili antinave mobilitati per nave Usa in Mar cinese

Roma, 10 gen. (askanews) – La Cina ha affermato di aver mobilitato i suoi missili balistici antinave supersonici D-26, dopo che una nave statunitense è entrata nelle acque del Mar cinese meridionale considerate proprio territorio da Pechino. L’ha affermato il Global Times, una delle testate ufficiali di Pechino.

“I missili balistici anti-nave a lunga gittata della Cina DF-26 sono stati mobilitati sull’altipiano nordoccidentale della Cina e in aree deserte”, ha affermato il giornale, citando la televisione CCTV.

Nei giorni scorsi Washington ha annunciato che la cacciatorpediniere McCampbell ha navigato entro le 12 miglia nautiche dalle isole Paracel nell’ambito delle operazioni per la “libertà di navigazione” Usa, volte contrastare la sempre più attiva presenza militare cinese nell’area.

La Cina rivendica come proprie acque territoriali la gran parte del Mar cinese meridionale, innescando una disputa che vede coinvolti diversi paesi della regione ed è vista con preoccupazione dagli Stati uniti.

Il ministero degli Esteri di Pechino ha bollato l’azione americana come una “violazione delle leggi cinesi e internazionali, della sovranità cinese” e come un danno alla “pace, sicurezza e ordine regionali”.

I DF-26 sono missili di nuova generazione di gittata intermedia in grado di colpire imbarcazioni di media e grande stazza in mare entro un raggio di 5.400 km circa. Sono anche stati soprannominati “Guam killer” perché in grado di colpire anche la base aerea americana di Guam, uno dei principali avamposti della proiezione militare statunitense in Asia. Sono entrati in forza all’esercito lo scorso anno.

Il Global Times ha precisato che i lanciatori mobili sono stati collocati in una regione remota del Nord-ovest perché questo li rende meno intercettabile. Questo perché, ha scritto il giornale citando un anonimo esperto, “durante la fase iniziale del lancio di un missile balistico, questo è relativamente lento e non difficile da rilevare, cosa che lo rende un facile obiettivo per le installazioni antimissilsitiche nemiche. Dopo che il missile entra nell’ultimo stadio, la sua velocità è così alta che le possibilità che sia intercettato è considerevolmente più basso”.

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