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Venerdì 14 dicembre 2018 - 08:59

Clima, giornata finale ad alta tensione per conferenza Onu

Usa, Arabia Saudita, Russia, Kuwait non accettano allarme esperti
Clima, giornata finale ad alta tensione per conferenza Onu

Katowice, 14 dic. (askanews) – La conferenza Onu dedicata a frenare il cambiamento climatico si chiude oggi in Polonia dopo due settimane di pesanti dissidi tra governi ricchi e poveri nella quale i paesi più a rischio hanno chiesto iniziative concrete. Fonti vicine al negoziato della COP24 hanno detto che i delegati di quasi 200 Paesi sono ancora molto distanti su varie questioni, dall’adozione delle ultime scoperte scientifiche sul clima al finanziamento delle future iniziative climatiche. I ministri devono concordare un manuale comune di regole per mettere in pratica le promesse elencate nell’accordo di Parigi del 2015, che si impegna a mantenere il riscaldamento globale sotto i due gradi centigradi. Ma gli scienziati ora avvertono che per evitare il disastro nelle aree più a rischio del pianeta occorre tagliare le emissioni di combustibili fossili in modo da fermare il riscaldamento a 1,5 gradi centigradi.

“Siamo i portabandiera dei più vulnerabili al cambiamento climatici” ha detto Hilda Heine, presidente delle isole Marshall Islands, alla conferenza di Katowice. “Rappresentiamo un gruppo di nazioni, come la mia, che rischiano l’estinzione. Anche specie di ogni genere rischiano l’esistenza”.

Il dibattito nella città mineraria polacca è stato dominato dal rapporto di un panel di esperti Onu che segnala che il disastro è vicino se il mondo non si mobilita. Il Panel intergovernativo sul cambiamento climatico Ipcc ha affermato che non c’è alcuna speranza di raggiungere l’obiettivo di Parigi se non si tagliano le emissioni di gas serra a zero a metà secolo. Nonostante la convezione Onu stipuli che il negoziato tra i Paesi avvenga sulla base delle “migliori ricerche scientifiche disponibili”, quattro Paesi si rifiutano di “accogliere” le conclusioni dell’Ipcc: si tratta di Usa, Arabia Saudita, Russia e Kuwait, non a caso i più grandi produttori di idrocarburi. Ma anche la Polonia, che ospita la conferenza, è nel mirino degli ambientalisti, perchè ha chiesto il permesso di continuare a utilizzare per i prossimi decenni il carbone, nonostante gli scienziati dicano che è urgente fare il contrario.

“Non abbiamo il conforto del tempo, ma abbiamo la volontà e il potere di trovare un compromesso” ha detto il presidente polacco della COP24 Michal Kurtyka ieri sera, mentre i delegati ancora lavoravano al testo delle conclusioni del vertice. Le aspettative sono di uno sforamento delle trattative almeno a domani. “Siamo all’impasse in alcune aree” ha detto ai giornalisti l’inviato speciale cinese sul clima Xie Zhenhua. “Dobbiamo evitare di deviare dai principi e dallo spirito dell’accordo di Parigi. Non possiamo accettare di tornare indietro”.

Mohamed Adow, di Christian Aid, vede segnali promettenti sul tema del finanziamento. I Paesi in via di sviluppo dicono che le nazioni più ricche, grandi emittenti di gas serra, devono contribuire di più per aiutarli ad adattarsi agli effetti del cambiamento. “Abbiamo bisogno che i Paesi ricchi si impegnino a fornire un finanziamento prevedibile” ha detto all’AFP. “L’IPCC è chiaro. servono iniziative reali per fermare il caos climatico. Iniziative reali richiedono denaro reale per soluzioni reali”. E mentre i politici litigano per i soldi è toccato alla quindicenne attivista svedese Greta Thunberg lanciare l’appelo più toccante. “Non siamo venuti qui per implorare i leader mondiali e interessarsi. Ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci” ha detto Thunberg, che ha invitato gli studenti di tutto il mondo a scioperare oggi per il clima. “Non avete più scuse e non abbiamo più tempo”.

(fonte Afp)

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