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Lunedì 10 dicembre 2018 - 08:09

Migranti, al via summit Onu su Global Compact nonostante defezioni

Non firmeranno Usa, Austria, Rep.ceca, i 4 di Visegrad
Migranti, al via summit Onu su Global Compact nonostante defezioni

Marrakech, 10 dic. (askanews) – Leader politici da tutto il mondo si incontrano oggi e domani a Marrakesh per la firma del patto Onu sulle migrazioni, il Global Compact. Un accordo che è stato contestato dagli Stati Uniti, che non lo firmeranno. Stessa posizione di Australia, Repubblica Dominicana, Austria, Lettonia e dei quattro di Visegrad, Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia.

Gli Stati uniti sono tornati anche venerdì ad attaccare il Global Compact, definendolo un “tentativo delle Nazioni Unite di far avanzare una governance globale a spese della sovranità degli stati”. Dall’altra parte della barricata, a favore dell’intesa Onu, raggiunta dopo 18 mesi di trattative, prima di tutto la cancelliera tedesca Angela Merkel che firmerà, insieme a molti altri leader mondiali, il Global Compact.

Alla vigilia del summit in Marocco, la rappresentante speciale Onu per la migrazione Louise Arbour ha ribadito che il documento non sarà vincolante ed “è sorprendente che ci sia così tanta disinformazione sul compact e su quello che stabilisce veramente”, perché “non dà nessuna imposizione agli stati”. Secondo Arbour a Marrakech ci saranno 159 Paesi, un centinaio rappresentati dai loro capi di stato e di governo.

Oltre ai dichiaratamente contrari e a favore, ci sono anche sette Paesi che “sono ancora impegnati in ulteriori decisioni interne” sull’accordo, ha detto Arbour. Tra questi l’Italia, il Belgio, la Bulgaria, l’Estonia, Israele, la Slovenia e la Svizzera.

Il Global Compact stabilisce 23 obiettivi per rafforzare la migrazione legale e scoraggiare quella illegale. Gli attivisti per i diritti umani, pur accogliendo con favore il piano Onu, ritengono che non si spinga abbastanza oltre: “Sfortunatamente la natura non vincolante del Global Compact fa in modo che la sua realizzazione si basi solo sulla buona volontà degli stati che lo sostengono”, ha dichiarato un rappresentante di Amnesty International Perseo Quiroz.

(fonte afp)

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