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Venerdì 30 novembre 2018 - 13:52

Praga, il ministro degli Esteri vuole declassare l’ambasciata a Roma

S'infuria il presidente e anche il premier non è stato consultato
Praga, il ministro degli Esteri vuole declassare l’ambasciata a Roma

Praga, 30 nov. (askanews) – L’ambasciata della Repubblica ceca in Italia rischia di essere esclusa dalla lista delle missioni diplomatiche di primaria importanza per Praga. La decisione presa dal ministro degli Esteri, il socialdemocratico Tomas Petricek, in carica da meno di un mese, ha scatenato la reazione furibonda del presidente Milos Zeman.

“Il nostro ministro agisce in modo non professionale e dimostra di non conoscere il ruolo che riveste l’Italia nella Unione europea” ha dichiarato il capo dello Stato, indispettito fra l’altro per il fatto di non essere stato consultato, così come non lo è stato il premier Andrej Babis.

Le ambasciate ceche all’estero sono 96, di cui 17 di “primaria importanza diplomatica”. Questo almeno sino alla decisione di ieri del ministro Petricek, il quale ha chiesto che dall’elenco delle ambasciate principali siano escluse le missioni in Italia, Ungheria, Turchia e Ucraina.

“Torniamo al tempo in cui l’elenco delle ambasciate di maggior rango si orientava verso le grandi potenze, i Paesi confinanti e le grandi istituzioni internazionali” ha spiegato il ministro, il quale ha aggiunto che il motivo principale è quello di risparmiare in modo da poter rivolgere altrove le risorse: “Stiamo aprendo per esempio una nuova ambasciata nel Mali”.

Una spiegazione che non ha per niente convinto il presidente Zeman, il quale ieri sera, nel corso di una intervista televisiva, si è lasciato andare a una autentica sfuriata contro il ministro e annunciando che si scuserà personalmente con il premier ungherese Viktor Orban, oggi in visita a Praga. Nessuna obiezione invece da Zeman – di cui in politica estera sono note le simpatie filo russe – per la decisione di depennare Kiev e Ankara.

In relazione all’Italia, altri osservatori citati oggi dai giornali cechi, hanno messo in rilievo l’importanza che la Penisola oggi riveste nel quadro della crisi dei migranti, senza dimenticare che Roma ha un ruolo di primo piano fra i paesi europei nel negoziato con la Libia.

Una polemica, che rischia di mettere nuovamente in fibrillazione il governo ceco, tanto più che lo stesso premier Andrej Babis non è stato consultato dal socialdemocratico Petricek. Il capo del governo non si è ancora espresso su quest’ultima vicenda, ma nei giorni precedenti non ha mandato di criticare l’operato del ministro degli Esteri.

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