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Venerdì 12 ottobre 2018 - 15:43

Sudafrica, morto Pik Botha, capo della diplomazia sotto l’apartheid

E ministro anche nel governo di Nelson Mandela
Sudafrica, morto Pik Botha, capo della diplomazia sotto l’apartheid

Johannesburg, 12 ott. (askanews) – L’ex capo della diplomazia del Sudafrica dell’apartheid, Roelof “Pik” Botha, che servì anche il governo del presidente Nelson Mandela, è deceduto la scorsa notte a Pretoria all’età di 86 anni. Lo ha riferito il figlio, Piet Botha, ai media nazionali.

Botha ricoprì la carica di ministro degli Esteri per 17 anni fino alla fine dell’apartheid, nel 1994, poi entrò nel governo di Mandela come ministro per le Miniere e l’Energia. “Come sapete, all’inizio eravamo nemici – disse Botha alla Bbc nel 2013 – dal nostro punto di vista, Mandela guidava un’organizzazione che noi ritenevamo di carattere terroristico, mentre loro si consideravano combattenti per la libertà. Naturalmente tutto quello doveva cambiare. Non è sempre così facile e semplice cambiare mentalità, ma alla fine ci riuscimmo. Lui ha svolto il ruolo del salvatore”.

Botha, considerato un liberale nel suo Partito nazionale, veniva descritto come “un buon uomo che lavorava per un cattivo governo”, ma per anni difese il sistema razzista in giro per il mondo, sopratutto quando vennero imposte le sanzioni al Sudafrica dell’apartheid. Oggi il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha però voluto ricordare il “sostegno” di Botha “nella transizione del Sudafrica verso la democrazia”. E l’African National Congress ha sottolineato in una nota che “è stato uno dei pochi membri del Partito nazionale a riconoscere che l’apartheid era ingiusto e un crimine contro l’umanità”.

Nel 1986 Botha si era attirato le ire del presidente Pieter Willem Botha, con cui non aveva alcun rapporto di parentela, per aver affermato che un giorno il Sudafrica sarebbe stato guidato da un nero. Tuttavia, l’ex ministro rimane una figura controversa: nel 1990 venne sospettato di legami diretti con gli squadroni della morte accusati di aver ucciso attivisti anti-apartheid ed è stato accusato di aver destabilizzato i Paesi vicini, quali Angola, Namibia e Mozambico, sostenendo i movimenti ribelli contro i regimi insediati dopo l’indipendenza.

L’ultimo presidente dell’apartheid, Frederik W. de Klerk, ha ricordato oggi un uomo che “ha difeso il Sudafrica dall’isolamento internazionale” e che è stato un “grande difensore delle riforme (…) e del rilascio di Nelson Mandela”.

(fonte Afp)

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