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Venerdì 12 ottobre 2018 - 08:48

Brasile, ondata di violenze in vista del ballottaggio presidenziale

Aggressioni, insulti, persino un omicidio
Brasile, ondata di violenze in vista del ballottaggio presidenziale

Roma, 12 ott. (askanews) – Un’ondata di aggressioni connesse alla campagna elettorale in Brasile ha marcato la settimana successiva all primo turno delle presidenziali, aggravando così i timori che il Paese possa precipitare in una spirale di violenza se l’estrema destra dovesse arrivare al potere.

Attacchi fisici e minacce contro gli avversari politici, i giornalisti e gli omosessuali fanno temere che l’eventuale vittoria di Jair Bolsonaro, il candidato fortemente favorito, possa provocare un deterioramento della situazione e del tenore democratico del paese.

Julyanna Barbosa, una transessuale che attendeva mercoledì l’autobus e Nova Iguaçu, nella periferia di Rio de Janeiro, è stata aggredita da un gruppo di venditori ambulanti che hanno urlato: “Bisogna che Bolsonaro vinca per togliere tutto questo sporco dalle strade”, ha raccontato l’ex cantante del gruppo funk Furacao 2000 alla France Presse. “Io sono andata a domandare loro spiegazioni e uno mi ha dato un colpo con una spranga sulla testa”, ha aggiunto. “Sono caduta e si sono gettati su di me”, ha raccontato ancora. L’aggressione le è costata dieci punte di sutura sulla testa.

In un campus universitario di Curitiba, nel Sud, un giovane che portava un cappellino del Movimento dei lavoratori Sem Terra, conosciuto per le occupazioni delle terre dei latifondisti da parte di contadini e indigeni, è stato picchiato martedì, secondo i social network.

Ancora, lunedì un celebre maestro di capoeira, Moa do Katendè, 63 anni, è stato assassinato a Salvador, capitale dello stato di Bahia, per aver avuto la cattiva idea di dire che voterà per Fernando Haddad, avversario politico di sinistra di Bolsonaro. L’uomo ha ricevuto 12 coltellate in un bar, dopo una discussione politica. L’assassino però sostiene di non avere niente a che vedere con la politica.

L’Abraji, Associazione brasiliana di giornalismo d’inchiesta, ha registrato 137 aggressioni, 62 fisiche e 75 sui social network, contro giornalisti collegati alla campagna elettorali.

La moltiplicazione dei casi di violenza ha spinto i due candidati alle presidenziali a cercare di calmare gli spiriti. “Non si risponde alla violenza con la violenza”, ha affermato Haddad. Bolsonaro, che dal canto suo ha come costume il fatto di mimare con le dita una pistola, s’è limitato a “deplorare” le aggressioni, ricordando che ne è stato lui stesso vittima: il 6 settembre, mentre faceva campagna elettorale è stato accoltellato.

(Fonte Afp)

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