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Venerdì 14 settembre 2018 - 13:05

Premio IgNobel a studio su montagne russe come terapia per calcoli

Ogni anno riconoscimento a ricerche scientifiche più folli
Premio IgNobel a studio su montagne russe come terapia per calcoli

Roma, 14 set. (askanews) – Fare qualche giro su alcuni tipi di montagne russe è un metodo efficace per i rimuovere i calcoli renali. E’ la conclusione a cui è giunto lo studio vincitore quest’anno per la categoria Medicina del premio Ig Nobel, un riconscimento scherzoso che viene attribuito ogni anno dall’università di Harvard alle ricerche scientifiche più pazze e buffe, che vengono poi pubblicate nei ponderosi Annali della ricerca improbabile.

L’ispirazione della studio è scaturita qualche anno fa quando uno dei pazienti del professor David Wartinger del Collegio di medicina osteopatica della Michigan State University tornò da un viaggio al Walt Disney World in Florida. Il paziente riferì che uno dei suoi calcoli renali era stato espulso dopo un giro sull’attrazione Big Thunder Mountain. Chiedendosi di si fosse trattato di una coincidenza o meno, il paziente fece vari giri sulle montagne russe e ogni volta un piccolo calcolo veniva epsulso.

Intrigato dal racconto, Wartinger costruì una replica in silicone del sistema renale del paziente, calcoli compresi, e lo portò con sè sulle giostre, scoprendo che la Big Thunder Mountain era davvero efficace, mentre altre attrazioni, più paurose, con cadute a precipizio prolungate, come la Space Mountain o il Rock ‘n’ Roller Coaster, lo erano meno. Wartinger concluse che ciò era dovuto al fatto che la Big Thunder Mountain scuote costantemente i suoi passeggeri, dall’alto in basso e di lato, a differenza della altre.

La medicina è una delle dieci categorie per le quali ogni anno viene attribuito il premio Ig Nobel. Gli studi premiati sono tutti serissimi, pubblicati su riviesta scientifiche. Alla cerimonia di consegna presso l’università di Harvard a Cambridge, Usa. Ogni vincitore ha 60 secondi per pronunciare il discorso di ringraziamento. Oltre il termina viene interrotto da una bambina di otto anni che dice”per favore basta mi annio” finchè non smette di parlare.

Per la categoria Educazione medica il vincitore è un medico giapponese, il dottor Akira Horiuchi, che ha messo un punto un sistema per eseguire una “auto-colonoscopia”, e si è fatto fotografare in azione. “Può far ridere, ma ho inserito un endoscopio nel mio colon per un motivo serio” ha detto alla Bbc. “Le persone, soprattutto in Giappone, hanno paura della colonoscopia e non ci si sottopongono. Perciò il numero di morti per cancro del colon e del retto aumenta. L’ho fatto per rendere la colonoscopia più facile e comoda”.

Il premio per la Letteratura è andato a un’inchiesta sui manuali di istruzione che accompagnano i prodotti al consumo e sulle frustrazioni che provocano nei loro lettori.

Il premio per la categoria Nutrizione è andato a un britannico che ha stabilito che, etto per etto, non vale la pena nutrirsi di carne umana rispetto ad altri tipi di carne. L’obiettivo della ricerca, ha spiegato l’autore, era di indagare sulle abitudini alimentari dei primi umani, piuttosto che influenzare le scelte dietetiche dell’oggi.

Per l’Economia ha vinto uno studio che ha gettato luce sull’opportunità e l’efficacia per i dipendenti dell’uso di bambole voodoo per vendicarsi dei capi prepotenti. Lo studio ha stabilito che sfogarsi sulla bambola allevia le sensazioni negative, ma nel lungo termine è meglio affrontare il problema direttamente.

Il vincitore del premio Ig Nobel per la Chimica ha indagato sull’efficacia della saliva umana come agente pulente di superfici sporche. La conclusione è che è davvero efficace, specialmente su aree fragili, dipinte, e sulla foglia d’oro.

Un team di ricercatori svedesi ha vinto l’Ig Nobel per la Biologia stabilendo come esperti enologi siano in grado di rilevare la presenza di una mosca in un bicchiere di vino usando solo il senso dell’olfatto.

Infine il premio per la Pace, andato a un gruppo spagnolo che si è prefisso l’obiettivo di ridurre la rabbia al volante, con uno studio intitolato “Urlare e bestemmiare al volante: frequenza, motivazioni, rischio percepito e punizione”. La soluzione individuata: ridurre lo stress in auto, una compito arduo quasi quanto ridurre il conflitto in Medio Oriente.

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