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Martedì 12 giugno 2018 - 19:48

Tajani: risolvere crisi migratoria o si rischia futuro Ue

Senza accordo per affrontare l'emergenza fallisce intero progetto
Tajani: risolvere crisi migratoria o si rischia futuro Ue

Strasburgo, 12 giu. (askanews) – Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha lanciato oggi a Strasburgo un “grido di allarme” per “salvare l’Europa”; sul rischio che la crisi migratoria e la sua cattiva gestione da parte dei paesi Ue sta facendo correre “all’intero impianto dell’Unione Europea”. Si tratta di “una questione strategica”, ha detto Tajani parlando con alcuni giornalisti a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo: “Se non ci sarà un accordo per affrontare seriamente l’emergenza immigrazione – ha sottolineato – si rischia di veder fallire l’intero progetto dell’integrazione europea” facendo “esplodere una serie di contraddizioni che faranno un danno enorme a tutti i paesi dell’Ue”.

Il presidente dell’Europarlamento ha affermato che bisogna “intervenire immediatamente, a breve, a medio e a lungo termine. A breve bisogna evitare che ci siano partenze dal Nordafrica, e quindi – ha sottolineato – serve un accordo con investimenti pari a quelli che sono stati fatti in Turchia” ovvero sei miliardi di euro per i 3,5 milioni di rifugiati e profughi ospitati da Ankara; “a medio termine – ha continuato – bisogna lavorare per la stabilità della Libia e creare lo Stato libico”; e a lungo termine occorre “creare un Piano Marshall per l’Africa per favorire la crescita economica di quel continente”.

Tajani ha deplorato l’impasse in cui si trova, nella discussione fra i governi in Consiglio, la riforma del regolamento di Dublino sul sistema d’asilo Ue, per il quale l’Assemblea di Strasburgo ha invece già approvato nell’autunno scorso una proposta legislativa “che mette insieme fermezza e solidarietà”, e che, se fosse stata in vigore, non avrebbe permesso che si verificasse una vicenda come quella della nave “Aquarius”.

I paesi Ue “devono rendersi conto che la situazione è seria: quando iniziano a esserci contrasti su chi deve prendere le navi, quando le navi rimangono in mezzo al mare, con una situazione destinata a peggiorare, o si prende il toro per le corna, come il Parlamento europeo unanimemente è d’accordo a fare, oppure gli effetti politici saranno devastanti. Bisogna avere il coraggio di intervenire”, ha sottolineato Tajani.

“Si può risolvere la questione” della riforma di Dublino, ha osservato ancora Tajani, “con il voto a maggioranza qualificata” in Consiglio Ue; e comunque, ha spiegato, “noi insistiamo sull’importanza di utilizzare il testo del Parlamento europeo come testo base”.

“Ne parlerò anche – ha annunciato – nella missione della prossima settimana a Vienna” insieme a tutti i presidenti dei gruppi europarlamentari, per preparare il semestre austriaco” di presidenza del Consiglio Ue, che comincia il primo luglio. “Ne parlerò con Sebastian Kurz”, il cancelliere austriaco, “e chiederò – ha continuato Tajani – di confrontare la proposta del Parlamento europeo con la proposta della presidenza austriaca, di cui vedremo quali saranno i contenuti”.

“Ma poi – ha avvertito il presidente dell’Assemblea di Strasburgo – al Consiglio dovranno inevitabilmente cominciare a parlare del testo proposto dal Parlamento europeo, che non è un’opzione, è il nostro dovere di co-legislatori. E la Commissione europea – ha rilevato – sostiene la nostra posizione, come ha detto oggi Frans Timmermans”, il vicepresidente dell’Esecutivo comunitario.

Insomma, “il Consiglio Ue, ha perso molto tempo… Non perdiamo altro tempo”. Ora, ha detto Tajani, “tocca agli Stati membri assumersi le loro responsabilità”.

Il presidente del Parlamento europeo ha poi insistito sulle soluzioni di lungo termine. “Se non si comincia a ragionare oggi sul futuro, non avremo migliaia, ma milioni di persone che si sposteranno dall’Africa verso Nord”. E, ha aggiunto, “non servirà chiudere le frontiere o chiamare gli eserciti: anche il più grande esercito della storia, l’esercito romano, è stato travolto, quando ci sono state le invasioni”. E anche noi rischiamo di essere travolti, fra 20-25 anni, “da fenomeni migratori che cambieranno tutto”, ha concluso Tajani.

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