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Giovedì 17 maggio 2018 - 15:24

L’Italia deferita alla Corte Ue per smog

Supera i limiti Pm10
L’Italia deferita alla Corte Ue per smog

Bruxelles, 17 mag. (askanews) – La Commissione europea ha deferito oggi l’Italia alla Corte europea di Giustizia per il costante e prolungato superamento dei limiti di inquinamento da particolato Pm10 in diverse aree urbane del Paese e per aver omesso di prendere misure appropriate per ridurre al minimo i periodi del superamento; l’Esecutivo Ue ha giudicato insufficienti i piani che il governo aveva presentato recentmente al commissario all’ambiente Karmelu Vella, in particolare perché non affrontano in modo efficace il problema delle emissioni dei veicoli nel traffico stradale.

Le emissioni di polveri sottili, causate dal consumo di energia elettrica e dal riscaldamento, dai trasporti, dall’industria e dall’agricoltura, provocano solo in Italia ogni anno più di 66.000 morti premature, facendo della Penisola “lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa” a questi inquinanti, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente.

Per la violazione delle norme Ue sulla qualità dell’aria (concentrazioni di Pm10 e di biossido d’azoto NO2), la Commissione ha deciso oggi il deferimento in Corte anche per altri cinque paesi (Germania, Francia, Regno Unito, Ungheria e Romania).

Karmenu Vella, commissario per l’Ambiente, ha ricordato che questi dei Stati membri avevano ricevuto nell’ultimo decennio un numero sufficiente di avvertimenti e “ultime possibilità” per migliorare la situazione. In particolare, c’era stata la convocazione di un un vertice ministeriale d’urgenza il 30 gennaio scorso a Bruxelles in cui Vella aveva chiesto a nove paesi con la situazione più grave di presentare piani con misure credibili, efficaci e tempestive per ridurre l’inquinamento dell’aria entro i limiti imposti dalle norme Ue, e quanto prima possibile, visto l’enorme ritardo accumulato: i limiti stabiliti dalla legislazione Ue (direttiva 2008/50/Ce sulla qualità dell’aria ambiente) dovevano essere raggiunti nel 2005 per le cincentrazioni di Pm10 e nel 2010 per quelle di biossidi di azoto NO2.

L’Italia e gli altri cinque paesi deferiti oggi in Corte non hanno presentato misure convincenti, mentre solo tre Stati membri (Repubblica ceca, Slovacchia e Spagna) dei nove presenti al vertice del 30 gennaio hanno notificato piani “che sembrano essere in grado di affrontare in modo adeguato le carenze individuate, se correttamente attuate”, nota la Commissione, che comunque continuerà a monitorare l’attuazione e l’efficacia delle misure.

Loc/Int5

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