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Sabato 5 maggio 2018 - 12:13

Karl Marx, fra mito e polemiche a 200 anni dalla nascita

Nato nella cittadina tedesca di Treviri il 5 maggio del 1818
Karl Marx, fra mito e polemiche a 200 anni dalla nascita

Treviri, 5 mag. (askanews) – Tra mille polemiche, la Germania celebra il bicentenario della nascita di Karl Marx: non meno di 600 eventi – mostre, concerti, rappresentazioni teatrali, conferenze – sono programmati a Treviri, città vicina al confine con Francia e Lussemburgo dove Marx è nato il 5 maggio 1818, per tracciare la vita, il lavoro e l’eredità dell’autore del “Capitale” e ispiratore del comunismo. Ma diversi fatti potrebbero offuscare le celebrazioni, poiché l’eredità del filosofo rimane controversa quasi 30 anni dopo la caduta del muro di Berlino.

Il momento clou delle celebrazioni è l’inaugurazione di una statua in bronzo del filosofo tedesco, alta 5 metri e mezzo, donata dalla Cina, Paese ancora ufficialmente comunista. Un fatto che ha suscitato più di un mal di pancia in una Germania dove il Muro ha diviso il popolo per decenni e la repressione nella Ddr comunista ha lasciato tracce ancora palpabili.

Diverse associazioni e partiti manifesteno contro l’omaggio al “padre” delle dittature comuniste: “Vogliamo protestare a gran voce contro l’inaugurazione della statua e far sentire le nostre voci contro la glorificazione del marxismo!”, ha detto Dieter Dombrovski, presidente dell’Unione delle vittime della tirannia comunista. Marx, afferma, “ha gettato le basi su cui sono state costruite tutte le dittature comuniste fino ad oggi”. “Non dimentichiamo le vittime del comunismo – Smontiamo Marx!”, sostiene il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD), che ha costruito i suoi successi alle ultime elezioni generali proprio nell’ex Germania dell’Est.

Il sindaco di Treviri, il socialdemocratico Wolfram Leibe, respinge le critiche di coloro che gli rimproverano di aver accettato la statua per cercare di accattivarsi turisti e investitori cinesi: è un “semplice gesto di amicizia” da parte di Pechino, ha detto alla France Presse. E di fronte al rischio che la statua possa essere danneggiata dai vandali, risponde: “In una grande città, è sempre così, questo non mi impedirà di dormire”.

Più di 130 anni dopo la sua morte a Londra, nel 1883, l’autore del “Capitale” e del “Manifesto del Partito Comunista” (con Engels) rimane uno degli intellettuali più commentati al mondo, critico visionario e acuto dei pericoli del capitalismo per alcuni, ispiratore delle dittature sovietica o cinese per altri.

Alcuni paesi rivendicano ancora il marxismo come base ideologica, come la Cina e il Vietnam. Pechino “continuerà a brandire la bandiera del marxismo”, ha detto ieri il presidente cinese Xi Jinping, mentre il suo omologo vietnamita Tran Dai Quang ha affermato che “marxismo e leninismo sono la forza materiale e l’eredità spirituale del Vietnam”.

“C’è qualcosa di eterno in Marx” e questo bicentenario permetterà di spiegare l’autore del famoso slogan ‘Proletari di tutti i paesi, unitevi!’ senza “glorificarlo o diffamarlo”, afferma Rainer Auts, direttore della società responsabile della supervisione delle mostre su Marx. Marx è stato innegabilmente un “grande pensatore”, ha detto il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, ma “non dovremmo avere paura di lui, non più di quanto dovremmo erigere statue dorate in suo onore”, ha detto l’esponente socialdemocratico.

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