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Martedì 13 marzo 2018 - 14:59

Russia, Navalny e Sobchak: i veri rivali delle presidenziali 2018

Lontani i tempi, quando i due sfilavano nelle stesse piazze

Mosca, 13 mar. (askanews) – Se ci sono due veri rivali in queste elezioni presidenziali 2018 in Russia, uno di sicuro non è in corsa per il Cremlino, essendo non candidabile fino al 2028. Si tratta di Aleksey Navalny, blogger, avvocato e acerrimo nemico dell’elite al potere oggi. L’altra è invece una sua ex alleata, Ksenya Sobchak, candidata alle presidenziali e figlia di Anatoly Sobchak, il compianto sindaco di San Pietroburgo. Sono davvero lontani i tempi, quando i due sfilavano nelle stesse piazze, per le stesse proteste, contro il ritorno di Vladimir Putin al Cremlino. Sono passati poco più di sei anni, dalle scorse elezioni, guarda caso. Lui al fianco dell’immancabile moglie, Julia Navalnaya. Lei con il fidanzato di allora, Ilja Yashin. In quello strano castello dei destini incrociati che è Mosca, Sobchak e Navalny erano alleati. O almeno così sembravano. Oggi sono acerrimi nemici, benchè sostengano di volere le stesse cose.

Qualcuno sostiene che Navalny, 41 anni, è convinto che Sobchak, 36 anni, si sia piegata ai voleri del Cremlino, diventandone strumento. Ma non si capisce davvero dove finisca il ragionamento e inizi l’invidia personale. Il fatto che Navalny mal tollerasse la candidatura al Cremlino (a lui negata) di Ksenia era già chiaro nel momento stesso in cui questa è stata formulata. Ma poi sono volate le parole grosse. Secondo lui l’unica sfidante di Vladimir Putin donna è “un fantoccio del Cremlino”. E i toni hanno iniziato a farsi più aspri da quel lunedi 25 dicembre, quando la Commissione elettorale centrale (Cec) ha rifiutato di registrare Navalny come candidato a presidente della Russia, a causa della sua fedina penale sporcata dal “caso Kirovles”, ossia la precedente condanna giunta dopo un processo lunghissimo per un affare di corruzione. Il 23 febbraio 2016, la Corte europea dei diritti umani ha peraltro riconosciuto che durante il caso nel 2013 i diritti di Navalny a un processo equo sono stati violati. Ma non ha individuato delle motivazioni politiche, come invece sostenuto dagli avvocati di Navalny. (Segue)

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