Header Top
Logo
Sabato 18 Agosto 2018

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Esteri
  • Russia, Navalny e Sobchak: i veri rivali delle presidenziali 2018

colonna Sinistra
Martedì 13 marzo 2018 - 14:59

Russia, Navalny e Sobchak: i veri rivali delle presidenziali 2018

Lontani i tempi, quando i due sfilavano nelle stesse piazze
Russia, Navalny e Sobchak: i veri rivali delle presidenziali 2018

Mosca, 13 mar. (askanews) – Se ci sono due veri rivali in queste elezioni presidenziali 2018 in Russia, uno di sicuro non è in corsa per il Cremlino, essendo non candidabile fino al 2028. Si tratta di Aleksey Navalny, blogger, avvocato e acerrimo nemico dell’elite al potere oggi. L’altra è invece una sua ex alleata, Ksenya Sobchak, candidata alle presidenziali e figlia di Anatoly Sobchak, il compianto sindaco di San Pietroburgo. Sono davvero lontani i tempi, quando i due sfilavano nelle stesse piazze, per le stesse proteste, contro il ritorno di Vladimir Putin al Cremlino. Sono passati poco più di sei anni, dalle scorse elezioni, guarda caso. Lui al fianco dell’immancabile moglie, Julia Navalnaya. Lei con il fidanzato di allora, Ilja Yashin. In quello strano castello dei destini incrociati che è Mosca, Sobchak e Navalny erano alleati. O almeno così sembravano. Oggi sono acerrimi nemici, benchè sostengano di volere le stesse cose.

Qualcuno sostiene che Navalny, 41 anni, è convinto che Sobchak, 36 anni, si sia piegata ai voleri del Cremlino, diventandone strumento. Ma non si capisce davvero dove finisca il ragionamento e inizi l’invidia personale. Il fatto che Navalny mal tollerasse la candidatura al Cremlino (a lui negata) di Ksenia era già chiaro nel momento stesso in cui questa è stata formulata. Ma poi sono volate le parole grosse. Secondo lui l’unica sfidante di Vladimir Putin donna è “un fantoccio del Cremlino”. E i toni hanno iniziato a farsi più aspri da quel lunedi 25 dicembre, quando la Commissione elettorale centrale (Cec) ha rifiutato di registrare Navalny come candidato a presidente della Russia, a causa della sua fedina penale sporcata dal “caso Kirovles”, ossia la precedente condanna giunta dopo un processo lunghissimo per un affare di corruzione. Il 23 febbraio 2016, la Corte europea dei diritti umani ha peraltro riconosciuto che durante il caso nel 2013 i diritti di Navalny a un processo equo sono stati violati. Ma non ha individuato delle motivazioni politiche, come invece sostenuto dagli avvocati di Navalny.

L’esclusione di Navalny è un tema dolente, non soltanto per lui. Il capo della Commissione elettorale centrale Ella Pamfilova spiega che l’interesse della Commissione sarebbe che Navalny arrivasse alle urne, con “una percentuale corrispondente alla sua popolarità”, ma – fa notare – la rimozione di precedenti penali non è di loro competenza. Successivamente, l’ideatore del Fondo anti corruzione ha invitato i suoi sostenitori a “colpire le elezioni”, boicottandole o scarabocchiando la parola Navalny sulla scheda. Il tutto mentre la Sobchak chiedeva a Navalny di essere un suo delegato o fiduciario.

Da quel momento in poi sono iniziati a volare gli stracci. Navalny ha criticato Sobchak per la decisione di partecipare alle elezioni, sostenendo che il Cremlino aveva bisogno “della caricatura di un candidato liberale”. Sobchak nega qualsiasi legame tra la sua campagna elettorale e l’amministrazione presidenziale. Poi il movimento “Protesta di Mosca”, che sostiene Alexei Navalny, ha accusato Ksenia Sobchak di aver organizzato un evento aziendale a Bali “invece di raccogliere le firme per la sua promozione alla presidenza”. Sobchak ha detto di non aver organizzato feste aziendali, che stava negoziando piuttosto con gli sponsor della sua campagna elettorale.

Successivamente, Leonid Volkov, braccio destro di Navalny, l’ha accusata di “falsificare la geolocalizzazione” delle sue foto e di aver pubblicato materiali pre-preparati per nascondere la sua reale ubicazione. La Sochak a quel puntoha preso d’assalto lo studio della radio Eco di Mosca (la più ascoltata in Russia) dove si trovava lo stesso Volkov, chiedendogli le scuse. Tutto è finito talmente male che persino un quotidiano come Novaja Gazeta, per il quale scriveva Anna Politkovskaja, non ha potuto esimersi dal dare un giudizio. “Devo dire che questo è stato il primo attacco serio di Navalny su Sobchak, fino a quel momento si stava trattenendo” ha scritto Yulia Latinina. Per poi aggiungere: “Colpirla, ovviamente, era disgustoso nella stessa misur, in cui gli attacchi di Life News (la stampa scandalistica legata al Cremlino) a Navalny sono disgustosi”. E dire che pochi mesi prima, a giugno, la “giornalista” Sobchak intervistava Navalny per il canale Dozhd. E lui rispondeva punto per punto. Ora invece è no comment.

CONDIVIDI SU:
articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su