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Giovedì 15 febbraio 2018 - 08:12

“L’attrice porno Stormy Daniels sta per raccontare la sua storia con Trump”

Lo ha detto il suo legale
“L’attrice porno Stormy Daniels sta per raccontare la sua storia con Trump”

Roma, 15 feb. (askanews) – L’attrice porno sospettata di avere avuto una relazione sessuale con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel 2006 ha minacciato di fare alcune rivelazioni alla stampa, dicendo che l’avvocato dell’inquilino della Casa Bianca ha di fatto derogato a un accordo di riservatezza. Un rappresentante legale di Stormy Daniels ha riferito che la sua cliente non si sente più vincolata a tale accordo, dopo che l’esistenza dello stesso è stata rivelata dal consigliere del presidente, Michael Cohen. “Stormy sta per raccontare la sua storia”, ha detto.

Tutto è iniziato il 12 gennaio, quando il Wall Street Journal ha riferito che Stephanie Clifford, 38 anni, conosciuta come Stormy Daniels nell’industria del porno, è stata pagata per tacere sul fatto di avere avuto rapporti sessuali con Trump mentre l’attuale presidente era già sposato con la first lady, Melania. Questo rapporto avrebbe avuto luogo nel 2006, quattro mesi dopo la nascita del loro figlio Barron. La Casa Bianca ha negato queste affermazioni, descritte come “vecchie informazioni riciclate, che sono state pubblicate e negate con veemenza prima delle elezioni”.

Il caso sembrava essere passato in secondo piano fino a quando l’avvocato personale di Donald Trump ha confermato che era stato raggiunto un accordo con l’attrice, onorato personalmente. “In una transazione privata nel 2016, ho utilizzato i miei fondi personali per facilitare un pagamento di 130.000 dollari a Mrs Stephanie Clifford”, ha detto Michael Cohen in una dichiarazione pubblicata martedì dal New York Times. “Né l’organizzazione Trump né la campagna di Trump sono state parte di questo accordo con la signora Clifford, e nessuno di loro mi ha rimborsato questo pagamento, direttamente o indirettamente”, ha aggiunto l’avvocato.

Cohen ha risposto a una denuncia presentata da Common Cause, un’associazione di monitoraggio delle buone pratiche elettorali, dicendo che Trump potrebbe aver violato la legge sul finanziamento della campagna elettorale. La somma, pagata un mese prima delle elezioni presidenziali del 2016, avrebbe dovuto essere incorporata nei resoconti elettorali del candidato repubblicano “perché i fondi sono stati usati per influenzare” il voto, secondo la Common Cause.

Red

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