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Mercoledì 14 febbraio 2018 - 15:34

Ue, Juncker difende il sistema dei “candidati di punta” per le europee 2019

"Esperienza del 2014 ha funzionato, vogliamo farla durare"
Ue, Juncker difende il sistema dei “candidati di punta” per le europee 2019

Roma, 14 feb. (askanews) – Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha presentato oggi i suoi suggerimenti per lo svolgimento delle elezioni europee nel 2019, sostenendo il sistema dei “candidati di punta” per la sua successione. “L’esperienza che abbiamo avuto per la prima volta nel 2014 ha funzionato bene e vogliamo farla durare”, ha detto Juncker, presentando le proposte della Commissione.

Le sue proposte saranno presentate ai leader dei 27 Paesi dell’Ue (escluso il Regno Unito), che si riuniranno informalmente il 23 febbraio per discutere delle possibili riforme istituzionali per le elezioni del 2019. Le elezioni, in programma tra il 23 e il 26 maggio, rinnoveranno un Parlamento europeo senza deputati britannici e vedranno la nomina di un nuovo esecutivo europeo.

Il sistema del “candidato di punta”, detto “Spitzenkandidat” secondo il nome tedesco che è stato imposto nel gergo europeo, è sostenuto dal Parlamento e dalla Commissione, ma è ancora lontano dall’unanimità all’interno del Consiglio, l’organo che riunisce gli Stati membri. Il processo permette di “sapere chi sarà il presidente della Commissione poiché sarà il primo della lista della famiglia politica che ha conquistato il maggior numero di voti”, ha affermato Juncker.

La scorsa settimana a Strasburgo, il Parlamento europeo ha lanciato un chiaro avvertimento al Consiglio, che ha il compito di proporre un candidato alla presidenza della Commissione, poi eletto dagli eruodeputati. In una risoluzione votata a larga maggioranza, ha affermato di essere “pronto a respingere qualsiasi candidato alla presidenza della Commissione che non sia nominato ‘Spitzenkandidat’ prima delle elezioni europee”. È in questo spirito che Jean-Claude Juncker ha invitato oggi i partiti politici europei a nominare il loro Spitzenkandidat il prima possibile, “prima della fine dell’anno”, per avere il tempo di fare campagna in tutti gli Stati membri.

La Commissione raccomanda inoltre di “rendere più visibile il legame tra i partiti nazionali e i partiti europei”, ad esempio utilizzando i loro loghi e mettendo in evidenza le problematiche europee. Le elezioni non dovrebbero “essere tenute in ostaggio da questioni nazionali”, ha dichiarato Juncker.

Quanto alla questione delle liste transnazionali, che sta molto a cuore al presidente francese Emmanuel Macron, la Commissione ha detto di essere aperta, ma non per il 2019. “La mia impressione è che sia necessario approfondire la riflessione, ma non vedo come potremmo concretizzare questa idea per l’elezione del 2019. C’è troppo poco tempo per ottenere l’approvazione dei capi di stato e di governo”, ha confermato Juncker.

(fonte afp)

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