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Mercoledì 14 febbraio 2018 - 14:39

Purga anticorruzione di Xi, sovraffollato il carcere della nomenklatura

La prigione di Qincheng cancella eventi per il Capodanno lunare
Purga anticorruzione di Xi, sovraffollato il carcere della nomenklatura

Roma, 14 feb. (askanews) – Il carcere di Qincheng è sovraffolatto. Lo è tanto da non poter ospitare i familiari dei carcerati per un pasto, come vuole la tradizione del Capodanno lunare cinese. La storia raccontata oggi dal South China Morning Post (SCMP), in sé, potrebbe non essere di quelle considerate degne di attirare l’attenzione dei media, se non fosse che quel carcere ospita gli altissimi quadri della nomenklatura incappati nella campagna anticorruzione voluta dal presidente Xi Jinping.

Tra i detenuti di questo penitenziario di massima sicurezza ci sono pezzi da 90 del calibro dell’ex zar dei servizi di sicurezza e membro del Politburo Zhou Yongkang e dell’ex astro nascente del Partito comunista e sindaco di Chongqing, Bo Xi Lai. Con loro, tanti altri colletti bianchi incappati nel giro di vite che Xi annunciò con la metafora delle “tigri” e delle “mosche”: non solo i piccoli funzionari corrotti – le “mosche – sarebbero finite nelle maglie della giustizia, ma anche i quadri più alti, le “tigri”.

E’ così quindi che il pugno duro prima del Partito, con l’onnipotente Commissione centrale d’ispezione di disciplina come braccio armato, e poi quello della giustizia si sono abbattuti su 1,3 milioni di funzionari di diverso livello.

“La prigione di solito consenti ai detenuti di più di 60 anni di avere un pasto in cella con un limitato numero di familiari più stretti in vista del Capodanno lunare. Alcuni di loro sorbiscono una zuppa, altri mangiano dei ravioli”, ha raccontato una fonte al SCMP. “Ma quest’anno la prigione ha cancellato la celebrazione con le famiglie, e non solo quello: ha vietato ai visitatori di tutti i detenuti le visite per il Capodanno”.

Il carcere si trova nella periferia di Pechino ed è una prigione destinata agli alti funzionari con un rango da viceministro o superiore. Per questo motivo, l’hanno chiamata la “gabbia delle tigri”, facendo riferimento al di scorso di Xi. Tra le sue mura sono stati detenuti personaggi come Jiang Qing la vedova di Mao Zedong, il rivoluzionario Bo Yibo (padre di Bo Xilai che sta assaggiando oggi le stesse celle), e tante personalità che venivano considerate controrivoluzionarie. Tra i detenuti eccellenti c’è anche Chen Liangyu, ex numero uno del Partito a Shanghai che è stato condannato all’ergastolo per corruzione.

Il fatto che si tratti di pezzi grossi non risparmia loro condizioni di vita difficili e qualcuno dei detenuti dice di essere stato maltrattato. I detenuti sono spesso tenuti in isolamento, ma hanno possibilità di interagire con gli altridurante gli esercizi e altre riunioni. Il controllo su di loro è continhuo da parte delle guardie. La struttura è gestita dal Ministero della Pubblica sicurezza, diversamente dagli altri penitenziari che sono invece appannaggio del Ministero della Giustizia.

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