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Mercoledì 14 febbraio 2018 - 14:35

Ovadia: “il 27 gennaio sia il Giorno delle Memorie”, anche dei rom

In ricordo dello sterminio dei rom nella Seconda Guerra Mondiale
Ovadia: “il 27 gennaio sia il Giorno delle Memorie”, anche dei rom

Roma, 14 feb. (askanews) – “Vorrei che il 27 gennaio diventasse il Giorno delle Memorie e non della Memoria”. Lo ha dichiarato il drammaturgo e attore italiano di origine ebraica Moni Ovadia nel corso della conferenza di presentazione dell’Istituto Europeo di Arte e Cultura Rom (ERIAC), tenuta a Roma e in cui si è discusso anche dello sterminio dei rom nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Inaugurato l’8 giugno 2017 a Berlino, l’ERIAC è stato fondato dal Consiglio d’Europa, dall’Open Society Foundations e da Alliance for European Roma Institute for Arts and Culture, e costituisce il primo istituto europeo di cultura Rom. Primo di una serie di altre sedi che in futuro nasceranno, anche in Italia, secondo gli organizzatori. L’Istituto ha la missione di aumentare l’autostima dei rom e di contrastare il pregiudizio e la discriminazione usando l’arte, la cultura, l’insegnamento della storia.

Nel corso della presentazione si è parlato di antiziganismo e di genocidio romanì, noto come Porrajmos o Samudaripen, in cui morirono 500.000 rom in tutta Europa.

“E’ terribilmente intollerabile che ex fascisti che usano parole di rispetto con gli ebrei, poi usino un linguaggio nazista contro i rom – ha commentato Ovadia – Nei confronti dei rom c’è un’intolleranza, una cecità impressionante. Il vero problema della democrazia è lo statuto delle minoranze. Non considero l’Italia una democrazia. È ora che l’antiziganismo venga rubricato a crimine penale gravissimo. I rom sono l’unico popolo che ha attraversato l’Europa senza mai fare ne pensare di fare guerre. È ora che ricevano in qualche forma un premio Nobel per la pace”.

La richiesta di riconoscimento del Porrajmos o Samudaripen nella legge che ha istituito in Italia il Giorno della Memoria il 20 luglio 2000 è stata fatta anche da un gruppo di associazioni per i diritti dei rom e dei sinti. “A 17 anni dall’approvazione della legge, il lento processo storico che ha portato a riconoscere nel Porrajmos o Samudaripen l’altro sterminio su base razziale richiede un aggiornamento della legge con una esplicita formulazione che renda onore a un popolo per il quale la giustizia e il riconoscimento della sua storia e della sua identità culturale sono un atto dovuto”.

L’inserimento dell’olocausto romanì nella legge “non è solo un riconoscimento di un destino che affratella rom, sinti ed ebrei nell’immane tragedia, ma è anche un forte strumento di contrasto a una discriminazione che neanche l’olocausto ha saputo cancellare, lasciando questo popolo ai margini della vita civile e sociale”.

“Il lavoro da fare contro l’antiziganismo è grandissimo, ma se non combattiamo noi nessuno lo farà – ha sottolineato Graziano Halilovic (Associazione Roma Onlus) – Un primo passo è stato il riconoscimento da parte del Parlamento europeo del 2 agosto come giornata della memoria dell’Olocausto rom”.

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