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Mercoledì 6 dicembre 2017 - 20:18

Trump riconosce Gerusalemme come capitale di Israele, l’ira di Hamas

Decisione che apre "le porte dell'inferno" ha detto il gruppo palestinese
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New York, 6 dic. (askanews) – Donald Trump ha riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele. “È il momento di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come capitale d’Israele”. Ha annunciato il presidente degli Stati Uniti.

“Non possiamo risolvere i problemi ripetendo le strategie del passato, servono nuovi approcci. Nel 1995 il Congresso votò una legge per riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Per oltre 20 anni, tutti i miei predecessori hanno esercitato una deroga, rifiutandosi di riconoscere Gerusalemme come capitale e di spostare l’ambasciata. Lo hanno fatto credendo che sarebbe servito per la pace. Invece non siamo nemmeno vicini a un accordo di pace e sarebbe sbagliato ripetere sempre la stessa formula”.

“Chiedo al Dipartimento di Stato di far partire il processo per lo spostamento dell’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, immediatamente”, ha proseguito Trump. “Gerusalemme non è solo il cuore di tre religioni, ma di una delle democrazie più importanti al mondo. Gli israeliani hanno costruito un Paese dove tutti sono liberi di professare la loro religione. Gerusalemme è e deve restare un posto dove tutti possono pregare”. “Oggi riconosciamo l’ovvio: Gerusalemme è la capitale d’Israele. È il riconoscimento della realtà, niente di più”.

“Restiamo impegnati profondamente nel tentativo di aiutare le parti in causa a raggiungere un accordo di pace accettabile per tutti”, ha concluso il presidente Usa. Gli Stati Uniti sono pronti a sostenere “una soluzione a due Stati, se accettata da entrambe le parti”.

Il premier israeliano Benjamin Netanyah ha salutato l’annuncio di Trump definendo “storica” la sua dichiarazione, e assicurando che non ci saranno comunque modifiche allo status quo per quanto riguarda i luoghi santi di Gerusalemme.

Il gruppo palestinese Hamas ha invece detto che la decisione del presidente americano apre “le porte dell’inferno”. Hamas aveva ammonito nei giorni scorsi sul rischio di una nuova intifada qualora Trump avesse confermato la sua intenzione di trasferire l’ambasciata americana a Gerusalemme.

Anche la Turchia ha bollato come “irresponsabile e illegale” la decisione dell’amministrazione americana. “Condanniamo questa dichiarazione irresponsabile dell’amministrazione americana – ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu – la decisione è contro il diritto internazionale e contro importanti risoluzioni Onu”.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato a sua volta che la questione dello status di Gerusalemme deve essere risolta attraverso un “negoziato diretto” tra israeliani e palestinesi. “In questo momento di grande preoccupazione – ha aggiunto -, voglio essere chiaro: non c’è un’alternativa alla soluzione a due Stati. Non c’è un piano B”.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, su Twitter ha così commentato: “#Gerusalemme città santa, unica al mondo. Il suo futuro va definito nell’ambito del processo di pace basato sui due Stati, Israele e Palestina”.

Int9

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