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Mercoledì 4 ottobre 2017 - 18:30

Consiglio Cooperazione Italia-Russia. Imprenditori fanno il punto

Il confronto prima dell'appuntamento del 7 novembre a Mosca
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Mosca, 4 ott. (askanews) – Nel segno di un rublo più stabile continua la cooperazione tra Mosca e Roma. Ennesima piattaforma di confronto è stata la riunione odierna per parte russa del Comitato Imprenditoriale Italo-Russo, a Mosca. L’appuntamento costituiva la preparazione alla XV Sessione del Consiglio di Cooperazione Italo-Russo per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria, in programma a Mosca il 7 novembre (in quel giorno è anche prevista la presenza nella capitale russa del ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, come già annunciato a Cernobbio dal vice premier russo Arkady Dvorkovich).

Il Comitato Imprenditoriale costituisce per le aziende italiane e russe un’opportunità per segnalare nuove problematiche emerse nei rapporti economici e d’affari tra Federazione Russa e Italia, o per indicare il miglioramento o il peggioramento rispetto agli anni precedenti.

Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, ha spiegato che se nei primi mesi del 2017 il rublo si è svalutato, successivamente ha trovato una stabilizzazione e questo apre a nuove collaborazioni. Dmitry Kurochkin vicepresidente della Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa, ha elencato alcune difficoltà incontrate dal business russo in Italia. Tuttavia da parte italiana, è stato sottolineato quanto il nostro Paese abbia fatto per aiutare le relazioni commerciali ed economiche in un momento così difficile. “La collaborazione tra l’Italia e la Russia non si è mai fermata, neppure un giorno” ha detto Niccolò Fontana, Consigliere Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Mosca. “La situazione è ben diversa rispetto a un anno fa”, ha aggiunto.

Da più parti è stata inoltre messa in luce l’azione che ha portato da 7 a 30 il numero dei centri visti in Russia. Tra gli interventi anche quello di Pier Paolo Celeste, direttore dell’Ufficio ICE di Mosca. Molte anche le testimonianze da parte dell’imprenditoria. Tra tutti, il contributo di Stefano Nencioni, direttore commerciale Laminam, ha portato l’esperienza di un’azienda che ha aperto da poco in Russia ma che rappresenta già un’interessante case history. Nencioni ha riassunto le difficoltà incontrate sinora, in due categorie. In primis i problemi nel trovare sul posto personale specializzato. In secondo luogo, dal punto di vista commerciale un rallentamento nella prima parte dell’anno, causato anche dall’indebolimento del rublo. Ora però molto si sta “concretizzando” e “prevediamo una conclusione positiva”, ha detto.

L’italiana Laminam è diventata il primo e unico produttore di lastre ceramiche in Russia, con l’intento di affermarsi su un mercato promettente. Ma soprattutto abbattendo le barriere logistiche anche verso altri Paesi dell’ex spazio sovietico. Con un investimento iniziale in tecnologie di 25 milioni di euro, che arriverà a 40 milioni, la compagnia di Fiorano Modenese ha creato nel Parco Industriale Vorsino, su una superficie di 14 mila metri quadrati, un sito produttivo e altamente automatizzato, usufruendo degli impianti tecnologici e dei macchinari realizzati dal Gruppo System, di cui l’azienda italiana fa parte.

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