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Venerdì 8 settembre 2017 - 18:34

Censimento “razzista” dei Rom in Repubblica ceca, è polemica

Contestato il metodo che registra chi viene 'considerato Rom'
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Praga, 8 set. (askanews) – Piovono le polemiche in Repubblica ceca per il metodo – “disumano, contrario all’etica, se non addirittura razzista” secondo i critici – utilizzato dal governo per censire quest’anno la minoranza Rom.

Nel mirino un compendio, inviato a tutte le amministrazioni comunali, con la richiesta di indicare quanti fra gli abitanti “sono considerati Rom da una parte significativa del loro ambiente, sulla base di indicatori reali o presunti di carattere antropologico, culturale e sociale”.

Una regola apparsa a dir poco fuori luogo, contraria all’etica, che ha indotto molti sindaci a disattendere la richiesta del governo, rifiutando di fornire indicazioni di questo genere. “Quali sarebbero gli indicatori antropologici e culturali ai quali dovremmo attenerci?” si sono chiesti tanti di loro. Tutto questo in un paese come la Repubblica ceca dove sono ricorrenti le situazioni di discriminazione della comunità Rom e dove non appare funzionare la politica di integrazione sociale di questa minoranza.

“Penso che fare un censimento dei Rom, per di più attraverso un metodo di questo tipo, mi sembra assolutamente inumano” è la testimonianza di Nadezda Krupczova, responsabile dell’ufficio servizi sociali di Most, città della Boemia settentrionale, dove più diffusa è la minoranza Rom.

Secondo il contestato conteggio effettuato dal governo di Praga, nel Paese vivono 245 mila gitani, la maggior parte dei quali nella Regione di Usti nad Labem, nel Nord. Si tratta comunque di cifre del tutto approssimative, proprio perché numerosi comuni non hanno partecipato al conteggio.

E’ emerso comunque che circa la metà di questi vive in condizioni di assoluta esclusione sociale e risiede in veri e propri ghetti. Le situazioni di maggiore disagio sono state accertate oltre che nel Nord della Boemia, anche in Moravia settentrionale.

In rappresentanza del governo, a difesa della metodica utilizzata, ha parlato il portavoce del ministero per i Diritti umani, Michal Kacirek, il quale da un lato ha escluso intenti di carattere razzistico, sottolineando piuttosto la finalità del censimento dei Rom: “E’ necessario avere dati precisi su quanti sono, tanto più se vogliamo adottare una politica di integrazione adeguata e con le giuste priorità”.

Da parte dei funzionari del governo anche un’altra giustificazione, vale a dire che in occasione dell’ultimo censimento nazionale, nel 2011, sono stati in poco più di diecimila a definirsi appartenenti alla minoranza nazionale Rom.

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