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Venerdì 11 agosto 2017 - 14:13

Il sogno americano dei russi: il 66% vorrebbe una villetta unifamiliare

Proprio quando il sindaco Mosca vuole abbattere le case sovietiche
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Mosca, 11 ago. (askanews) – È un po’ il sogno di molti, mutuato dalla cultura di massa americana: una bella villetta unifamiliare. Ed è soprattutto il desiderio del 66 per cento dei russi, che vorrebbe vivere in una casa, con il giardino, magari un cane e un gatto, e posto macchina al coperto. Il 57 per cento degli intervistati preferirebbe che l’immobile non avesse più di 7 anni, dice un sondaggio condotto dal Centro Studi di Opinione Pubblica (Vstiom, nel suo acronimo russo).

In realtà in queste case, che al cinema, nei film americani si possono vedere spesso, vive solo il 34 per cento dei russi, di cui l’8 per cento risiede in case di nuova costruzione.

Gli appartamenti in edifici in mattoni sono al secondo posto nella classifica della popolarità, con un misero 17 per cento, mentre le case prefabbricate degli anni cinquanta, in russo “khrushovki” piacciono al 7 per cento.

Più che il sogno americano, in questione, sembra però il sogno del sindaco di Mosca Sergey Sobyanin che vorrebbe avviare un’opera di distruzione proprio delle “khrushoby” – indicate così sempre più spesso, con termine peggiorativo – e avviare un restyling della città da lui governata. E il sondaggio, condotto da un istituto (il Vstiom) che è comunque molto vicino al potere centrale, rappresenta anche una dimostrazione che le mosse di Sobyanin, osteggiate da un movimento di opposizione, hanno un ampio appoggio polare: i russi non vogliono più vivere nelle case grigie sovietiche.

Il risultato però lascia un po’ perplessi. Le case descritte poco si adeguano all’inurbamento selvaggio che la Russia ha vissuto nell’ultimo secolo e sembrano piuttosto uscire dallo scrigno dei desideri, da una pellicola a stelle e strisce, da un serial o da un reality show. Magari con Donald Trump come vicino.

Il sondaggio è stato condotto il 3-4 agosto e ha raggiunto 1.200 persone, l’errore statistico non supera il 3,5 per cento.

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