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Lunedì 17 luglio 2017 - 19:46

Lo scrittore Nisanyan evade dal carcere in Turchia e lo scrive su Twitter

"Non so nemmeno io dove sono"
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Istanbul, 17 lug. (askanews) – Evade dal carcere e lo annuncia con un tweet: “l’uccellino è volato, ora tocca ai rimanenti 80 milioni”. E’ lo scrittore turco-armeno Sevan Nisanyan, arrestato nel 2014 e messo in carcere per aver restaurato delle case storiche nel villaggio di Sirince, nella regione del Mar Egeo, senza avere le autorizzazioni necessarie. Reato di abuso edilizio che raramente in Turchia – dove si stima che circa il 67% di 19 milioni di edifici siano abusivi – viene trasformato in una pena carceraria. A Nisanyan invece la Corte di Appello ha confermato 11,5 anni.

Lo scrittore era stato precedentemente condannato a 13,5 mesi di prigione per avere offeso il profeta Maometto, e secondo lui era questo il vero motivo dell’accanimento giudiziario nei suoi confronti. Nel 2015 era stato trasferito dal carcere chiuso a quello aperto di Foça – in provincia di Smirne – che aveva precedentemente descritto come “di condizioni migliori, senza gendarmi a fare la guardia fuori”. Inoltre, aveva raccontato al quotidiano turco-armeno Agos, che era concesso ai detenuti “una licenza ogni tre mesi”.

E’ durante una di queste licenze che Nisanyan ha deciso di non rientrare più in carcere. E raggiunto dall’agenzia di stampa turca Dogan al telefono ha dichiarato di non pensava più di farvi ritorno. “Non so nemmeno io dove sono”, ha aggiunto Nisanyan rispondendo alla domanda se fosse fuggito all’estero. Oggi, sempre dal suo profilo Twitter, ha scritto: “Credo di fare da portavoce ai sentimenti della Turchia. Ottanta milioni di persone vivono sognando di fuggire da quel manicomio in cui sono stati rinchiusi”.

Fzl/Int2

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