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Giovedì 20 aprile 2017 - 15:05

Marine Le Pen, figlia d’arte sogna la vittoria dell’estrema destra

15 anni dopo la sconfitta del padre al ballottaggio con Chirac
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Parigi, 20 apr. (askanews) – Capitalizzando sul malcontento espresso da tanti francesi per la disoccupazione e l’immigrazione, alimentato da una ondata nazionalista-populista in Europa, la leader dell’estrema destra Marine Le Pen spera in una storica vittoria alle presidenziali, 15 anni dopo la sconfitta del padre al ballottaggio contro Jacques Chirac. Dopo anni di sforzi per ripulire il Front national (Fn) dagli estremismi, confida, a 48 anni, di scongiurare i sondaggi che la danno da mesi vittoriosa al primo turno del 23 aprile ma battuta al secondo del 7 maggio.

La figlia del co-fondatore del partito nel 1972 Jean-Marie Le Pen, sta facendo una campagna all’insegna del “patriottismo” e della “preferenza nazionale”. Vuole uscire dall’euro, tassare i prodotti importati, sospendere gli accordi di libera circolazione di Schengen in seno all’Ue, espellere gli stranieri schedati per radicalizzazione… “In fondo se dovessi definirmi, credo che risponderei semplicemente che sono intensamente, fieramente, fedelmente, ovviamente francese. Ricevo gli insulti alla Francia come se mi fossero rivolti direttamente”, dice nella sua clip di campagna.

Sospettata di impieghi fittizi al Parlamento europeo, si è rifiutata di recarsi ad una convocazione dei giudici dicendosi vittima di una “cabala politica”. La magistratura francese ha chiesto all’Europarlamento di revocarle l’immunità parlamentare.

Da quando è alla testa dell’Fn nel 2011, succedendo al padre con il quale è ormai ufficialmente in lite, ha eliminato i dirigenti più estremisti, gli antisemiti, i nostalgici dell’Algeria francese, i cattolici integralisti. Una strategia che ha pagato: il partito guadagna punti costantemente ad ogni appuntamento elettorale. Alla ricerca di una credibilità sulla scena internazionale, ha organizzato diverse trasferte all’estero. A gennaio si è fatta fotografare nella hall della Trump Tower a New York, senza però incontrare il presidente eletto. In Libano a febbraio, ha rifiutato di indossare il velo per incontrare il mufti della Repubblica. A fine marzo l’incontro con Vladimir Putin a Mosca, foriero di una “nuova visione” di un “mondo multipolare”.

Due volte divorziata e madre di tre figli, è oggi legata ad uno dei vice presidenti del partito, Louis Aliot. Originariamente non era lei quella destinata alla politica. La sorella Marie-Caroline avrebbe dovuto prendere le redini di un partito dominato per circa 40 anni dal loro padre. Ma la vita politica tumultuosa dell’Fn e le beghe familiari hanno spianato la strada a Marine e al suo temperamento vulcanico. La si vide all’opera per la prima volta nel maggio 2002, la sera del secondo turno delle presidenziali, quando difese il padre con le unghie e con i denti, appena sconfitto da Jacques Chirac.

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