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Giovedì 20 aprile 2017 - 18:23

Gb, leader laburista promette riscossa nonostante sondaggi a picco

Corbyn: esito elezioni anticipate "non è scontato"
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Londra, 20 apr. (askanews) – Il leader del partito laburista d’opposizione in Gran Bretagna Jeremy Corbyn si è detto convinto di poter vincere le elezioni anticipate di giugno nonostante il sondaggi drammatici e si è proposto come un candidato anti-establishment e che lotta per il cambiamento. L’ultimo sondaggio dà al partito conservatore al governo un vantaggio di 24 punti percentuali, un abisso apparentemente incolmabile prima del voto dell’8 giugno. Ma stamani, in una sala convegni gremita di sostenitori, Corbyn ha negato che la vittoria dei Tories sia “una conclusione scontata”, prendendo a esempio la sua inaspettata elezione alla guida del partito nel 2015.

La premier Theresa May ha indetto a sorpresa elezioni anticipate martedì per rafforzare la sua posizione nel negoziato con la Ue sulla Brexit, che inizierà subito dopo il voto. Ma Corbyn ha detto che il dibattito elettorale non deve concentrarsi sull’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, ma sulla battaglia tra “i conservatori, il partito dei privilegi e dei più ricchi, e i laburisti, il partito che lotta per i lavoratori”.

La svolta a sinistra impressa da Corbyn al Labour ha provocato un boom di iscrizioni al partito, ma non piace alla maggioranza dei suoi parlamentari, che temono che la nuova linea non garantisca il sostegno ampio necessario per un ritorno al governo. In un appassionato discorso che ha preso di mira il “gruppetto intimo” di società multinazionali e individui ultraricchi che non pagano le tasse, Corbyn ha detto che non accetterà le regole “fissate da élite politiche ed economiche fallite”. “E’ un sistema truccato organizzato da chi estrae ricchezza per chi estrae ricchezza. Ma le cose possono cambiare e cambieranno” ha detto.

May, che ha assunto la guida del governo dopo il referendum sulla Brexit di giugno scorso, vuole sfruttare il sostegno pubblico di cui gode per accrescere la sua ristretta maggioranza (17 seggi su 650) alla Camera dei Comuni. Ha promesso una “leadership forte e stabile” mentre Londra si appresta a porre fine a 43 anni di appartenenza all’Unione europea con un negoziato che si preannuncia durissimo. La Brexit ha diviso i sostenitori di entrambi i principali partiti, ma il Labour soffre anche della leadership di Corbyn e lo scorso anno 172 dei suoi 229 deputati hanno cercato di defenestrarlo.

I Tories si sono subito scagliati contro un Labour “nel caos” dopo che Corbyn oggi si è rifiutato di rispondere a una domanda su un eventuale appoggio a un secondo referendum sull’intesa finale per la Brexit. Il leader laburista si è limitato a dire che vuole mantenere i legami economici con la Ue, mentre May ha preannunciato che porterà la Gran Bretagna fuori dal mercato unico europeo. Il presidente del partito conservatore Patrick McLoughlin ha detto che il Labour cerca di “disturbare” i negoziati sulla Brexit e ha aggiunto “questo può solo voler dire maggiore incertezza per la Gran Bretagna”. Un portavoce ha in seguito precisato che Corbyn è contrario al secondo referendum.

I conservatori includeranno nel loro manifesto elettorale le promesse di May di uscire dal mercato unico e di ridurre l’immigrazione dalla Ue dopo la Brexit, secondo il quotidiano Daily Mail, che spiega che l’obiettivo è di legare le mani ai tanti deputati conservatori filo-Ue, che potrebbero sfidare la premier nei prossimi mesi. “Ogni voto conservatore rafforzerà la posizione negoziale della Gran Bretagna in Europa, ogni voto per un altro partito la indebolirà” ha detto McLoughlin. I conservatori da mesi sono in enorme vantaggio sui laburisti nei sondaggi, ma in base all’ultima rilevazione YouGov per il Times, pubblicata oggi, avrebbero addirittura doppiato il labuor, 48% a 24%.

Intanto una delle figure più controverse tra i conservatori, Douglas Carswell, che nel 2014 aveva lasciato il partito per l’UK Independence Party (UKIP), ha annunciato che non si ripresenterà. La defezione di Carswell aveva dato all’Ukip il suo primo parlamentare a Westminster, nelle cittadina costiera di Clacton, e aveva contribuito alla decisione dell’allora premier David Cameron di indire il referendum sulla Brexit. Carswell il mese scorso aveva già abbandonato l’UKIP per diventare un indipendente e oggi ha detto che lascerà la Camera e appoggerà il candidato conservatore locale.

(fonte Afp)

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