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Martedì 11 aprile 2017 - 19:48

Gay torturati in Cecenia, Farnesina si attiva per informazioni

Scoppia il caso dopo le testimonianze raccolte da Novaya Gazeta
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Roma, 11 apr. (askanews) – Gli uffici della Farnesina sono stati attivati per ottenere informazioni sulla situazione dei gay in Cecenia e sulla denunciata inaccettabile violazione dei diritti umani. Lo ha scritto su Twitter il sottosegretario agli Esteri Benedetto della Vedova, mentre si moltiplicano le richieste – dai senatori del Pd, ai radicali, a diverse ong – di verificare le denunce di arresti e atti di tortura nei confronti di omosessuali nella repubblica russa del Caucaso del Nord.

Le accuse di vessazione e trattamenti inumani nei confronti dei gay in Cecenia e dintorni non sono nuove, in una regione dove l’omofobia è costume comune. Ma secondo il quotidiano russo Novaya Gazeta, quello per cui scriveva la reporter Anna Politkovskya uccisa nel 2006, ora sono diventate sistemiche e la vicenda sta ottenendo risonanza internazionale.

Un primo reportage “omicidio dell’onore”, che raccontava di arresti di massa (oltre cento uomini e anche qualche figura nota) ed almeno tre morti è stato dai vertici ceceni liquidato come “calunnia” e “pesce d’aprile mal riuscito”. Poi il quotidiano ha rilanciato e ha aperto una hot line assieme agli attivisti del gruppo pietroburghese ‘Rete LGBT’, che presto ha raccolto diverse testimonianze dirette e racconti su persone che hanno perso la vita o sono state costrette alla fuga a causa del loro “orientamento sessuale non tradizionale”. Secondo Novaya, l’ondata di repressioni è stata scatenata a marzo dall’annuncio di iniziative tipo gay-parade in alcune città caucasiche, notizie che hanno avuto grande risonanza nella regione: ma gli arresti erano iniziati già prima, nel mese di febbraio, sempre secondo la testata moscovita nota per le sue inchieste sulle violazioni dei diritti nel Caucaso, scattati tra i contatti trovati nel telefonino di un uomo arrestato per uso di narcotici. Chi viene pizzicato con ‘indizi’ di omosessualità viene portato in prigioni segrete, campi di detenzione da cui riescono a uscire, se non troppo malandati, se pagano un sostanzioso riscatto. Una di questa si trova ad Argun, non lontano dalla capitale Grozny.

La presidenza di Ramzan Kadyrov ha fatto spallucce: non ci sono gay in Cecenia, ha detto un portavoce. Il Cremlino ha invitato a presentare denuncia presso le autorità competenti.

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