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Giovedì 23 marzo 2017 - 07:18

Attentato a Londra, si segue la pista jihadista: 5 morti

Almeno 40 i feriti. Una donna romana coinvolta, è in ospedale
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Roma, 23 mar. (askanews) – “Terrorismo islamico”: è questa la pista principale seguita dagli inquirenti britannici, dopo l’attentato di ieri al Parlamento britannico, nel giorno del primo anniversario della strage di Bruxelles. Nella notte la polizia di Londra ha aggiornato il bilancio: cinque persone sono morte e almeno 40 sono rimaste ferite, tra cui un’italiana. L’attacco è stato compiuto da un uomo vestito di nero, che ha lanciato un suv contro la folla sul ponte di Westminster, di fronte al Big Ben, prima di pugnalare a morte un agente di polizia per poter fare irruzione in Parlamento. L’aggressore, armato di due coltelli, è stato ucciso da un altro poliziotto in borghese.

L’attentato non è stato rivendicato ufficialmente. L’identità dell’attentatore, che ha agito da solo, non è stata ancora rivelata, ma la polizia di Londra e l’antiterrorismo hanno fatto di esserne a conoscenza. In un primo momento era circolato il nome di Trevor Brooks, noto anche come Abu Izzadeen, imam di Clapton e considerato un predicatore d’odio e noto all’intelligence del Regno unito sin dal 2006. Questa ipotesi però è stata successivamente scartata dalle autorità britanniche. “Non voglio fare commenti sull’identità dell’assalitore, ma privilegiamo la pista islamista”, ha dichiarato il comandante dell’antiterrorismo Mark Rowley.

Tra le persone rimaste ferite figura anche una donna romana, di cui non è stata fornita l’identità per ragioni di privacy. A confermarlo è stato ieri sera l’ambasciatore italiano nel Regno Unito Pasquale Terracciano, intervenuto in diretta a Porta a Porta. La donna è stata ricoverata in un ospedale differente rispetto a quello in cui sono stati accolti gli altri feriti. Un’altra italiana ha riportato delle contusioni nel parapiglia scoppiato sul ponte al momento dell’attentato: accolta in ospedale per le cure del caso, è stata dimessa nella tarda serata di ieri.

Ogni tentativo di attentare ai nostri valori, alla nostra libertà, alla nostra democrazia, è destinato al fallimento. Non permetteremo alle voci della violenza di sconfiggerci”, ha detto la premier britannica Theresa May, nella sua prima dichiarazione pubblica dopo l’attentato di Westminster davanti al numero 10 di Downing Street, rendendo un caloroso omaggio all’operato delle forze dell’ordine.

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