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Venerdì 17 febbraio 2017 - 12:24

Cina, prosciolto in inchiesta corruzione abate monastero Shaolin

E' stato soprannominato il "monaco amministratore delegato"
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Roma, 17 feb. (askanews) – Si è conclusa con un nulla di fatto l’inchiesta su uno dei monaci più importanti del Buddhismo mondiale. Shi Yongxin, abate del notissimo monastero Shaolin in Cina, è stato prosciolto dalle accuse di corruzione che l’avevano investito. Lo racconta il sito economico cinese Caixin.

Tutto nasce da una denuncia apparsa sui social network: un discepolo accusava Shi di aver estorto denaro dai suoi studenti e di aver anche avuto un figlio da una monaca, oltre ad altre accuse oltraggiose. E’ iniziato così un caso che ha solleticato molto la curiosità dei cinesi.

Alla fine la doppia inchiesta – sulla paternità presunta e sulla corruzione – ha portato a un primo proscioglimento a novembre e a un altro, definitivo, pochi giorni fa.

Il monastero Shaolin è stato fondato nel 495 ed è il luogo di nascita del buddhismo Chan (Zen in Giappone). E’ un luogo sacro per tutti i cultori di arti marziali: i suoi monaci guerrieri sono stati immortalati in innumerevoli film e videogame.

Nonostante il proscioglimento, Shi resta un personaggio discusso. La sua voglia e capacità di monetizzare la fama del monastero, l’ha fatto soprannominare il “monaco amministratore delegato”.

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