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Giovedì 16 febbraio 2017 - 07:03

Trump cambia su Palestina, in crisi rapporti Usa con Ue e arabi

Europa e mondo arabo vogliono la soluzione dei due Stati
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New York, 16 feb. (askanews) – Il cambio improvviso dell’amministrazione Trump sulla questione palestinese potrebbe creare problemi nelle relazioni tra Stati Uniti, Europa e mondo arabo. Donald Trump, infatti, nella conferenza stampa di ieri alla Casa Bianca con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto che la soluzione dei due stati (Israele e Palestina che convivono pacificamente) non è più un elemento fondamentale per arrivare a un accordo tra le due parti. “Mi piacerebbe una soluzione a due Stati o a uno Stato” e “sarò felice con quello che piacerà a israeliani e palestinesi”, ha detto Trump.

Un punto di vista che rompe con anni di politiche mediorientali degli Stati Uniti e allo stesso tempo scardina le alleanze. Per la Germania “nonostante le difficoltà siamo convinti che la soluzione dei due stati sia l’unica percorribile per portare la pace nella regione e soddisfare le richieste di entrambe le parti”, ha detto Sebastian Fischer, portavoce del ministro degli esteri tedesco.

Anche il primo ministro britannico, Theresa May, nel corso del suo incontro con Netanyahu a Londra, ha detto che il suo Paese continua a essere convinto che la soluzione migliore sia quella dei due stati. E allo stesso tempo ha ricordato come la Grand Bretagna si opponga all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Nella regione vivono circa 400.000 israeliani e più di 100.000 vivono all’esterno dell’area che in un accordo Israele vorrebbe continuare a mantenere.

Le parole di Trump hanno colpito soprattutto i palestinesi. Hanan Ashrawi, ai vertici dell’Organizzazione per la libertà della Palestina, ha detto che “se la amministrazione Trump dovesse rompere con questa politica (quella dei due stati, ndr.) allora potrebbe distruggere ogni possibilità di arrivare alla pace e metterebbe a serio rischio gli interessi, la posizione e la credibilità all’estero”.

Allo stesso tempo, Sallai Meridor, ex ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, ha ricordato che senza la soluzione dei due stati difficilmente le potenze arabe appoggerebbero alcun accordo o semplicemente “si sederebbero al tavolo delle discussioni”.

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