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Mercoledì 15 febbraio 2017 - 18:51

Russia: 4 aziende italiane investono su zona economica Lipetsk

In quella che accolse la scommessa imprenditoriale di Indesit
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Lipetsk (Russia), 15 feb. (askanews) – Sono stati annunciati oggi a Lipetsk tre investimenti italiani per decine di milioni di euro, che si vanno ad aggiungere alle tre aziende attualmente insediate nella zona Sest Luve, Alupro, Fensi. Secondo il console onorario della regione Vittorio Torrembini saranno Groppalli di Piacenza che produce componenti per le caldaie e che intende investire 12 milioni di euro; Immergas di Brescello (Reggio Emilia) specializzata in caldaie, con un target di 7 milioni di euro; Eurogroup di Milano, puntando su rotori e statori per motori elettrici, con 15-18 milioni di euro”.

Inoltre Fondital (radiatori in alluminio e caldaie), dovrebbe inaugurare alla fine del 2017, con un investimento di partenza affine a quelli degli altri player italiani.

Lipetsk all’inizio degli anni Novanta divenne la sede di una delle più importanti scommesse imprenditoriali di Vittorio Merloni, l’imprenditore marchigiano, storico patron di Indesit (recentemente scomparso), ex presidente di Indesit Company e di Confindustria all’inizio degli anni ’80. Oggi è la mecca per investimenti da tutto il mondo, agevolati da politiche statali russe che favoriscono qui l’insediamento delle compagnie straniere.

In particolare la zona economica speciale di Lipetsk ci sono già 47 compagnie insediate, che godono dei privilegi riservati alle società residenti. Le aziende sono rappresentative di 15 Paesi: Giappone, Italia, Belgio, Germania, Usa, Cina, Israele, Svizzera, Paesi Bassi, Ucraina, Corea del sud, Polonia, Russia, Francia e Gran Bretagna. Per un volume di investimenti dichiarati pari a 153 miliardi di rubli (2,3 miliardi di dollari).

La particolarità delle ZES è rappresentata, oltre che dalle agevolazioni fiscali dalla estrema facilita con la quale le aziende residenti possono ottenere i permessi. Anche quelli di costruzione e la gratuità degli allacciamenti alle reti con i terreni; elementi questi che a tutt’oggi, in altre zone non privilegiate, costituiscono un vero e proprio ostacolo agli investitori, sia russi che stranieri.

Il volume di investimenti dal 2005 ha avuto un andamento crescente, con una flessione nel 2012. La Regione è divenuta inoltre un punto importante, non solo russo, ma anche europeo per la produzione di elettrodomestici. Ci sono 22 aziende che coprono il 24% del mercato russo e ben il 13% di quello del Vecchio continente, dando lavoro a 7.000 persone con volumi di produzione pari a 603,45 milioni di dollari.

Cgi Cgi

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