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Venerdì 13 gennaio 2017 - 08:04

Francia, candidati a nomination socialista evitano scontro aperto

Nel primo dibattito televisivo prima delle primarie
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Parigi, 13 gen. (askanews) – I sette candidati alle primarie dei socialisti francesi si sono affrontati ieri sera nel primo dibattito televisivo previsto prima del primo turno delle primarie il prossimo 22 gennaio. Pur senza calcare troppo le differenze e le fratture all’interno della famiglia socialista, tutti o quasi i partecipanti, fra i quali una sola donna Sylvia Pinel, hanno messo in luce il sostanziale fallimento della presidenza Hollande.

A meno di quattro mesi dalle presidenziali, la corsa all’Eliseo si annuncia come un duello fra la destra di Francois Fillon e l’estrema destra di Marine Le Pen, e i socialisti, secondo la maggior parte dei sondaggi, quale che sarà il loro candidato, arriverebbero appena al quarto o quinto posto dopo il primo turno.

Invitati a tirare un bilancio della presidenza socialista, segnata da un’impopolarità record, la gran parte dei setti candidati, di cui cinque ex membri del governo, ha manifestato delusione e frustrazione. “Difficile da difendere”, ha commentato l’ex ministro dell’Economia, Arnaud Montebourg, invitato a lasciare il governo nell’agosto 2014 per aver criticato la svolta liberista di François Hollande. L’outsider Benoît Hamon, per breve tempo ministro dell’Educazione nel 2014, ha evocato un sentimento di “incompiuto”. Vincent Peillon, ministro dell’Educazione dal 2012 al 2014, ha rimpianto un “profondo sentimento di incomprensione” nei confronti delle scelte del presidente. Solo l’ex premier Manuel Valls, che ha rinunciato all’incarico per candidarsi solo dopo la decisione di Hollande di non correre per un secondo mandato, ha proclamato la sua “fierezza per aver servito i francesi in un periodo così difficile”.

Oltre agli avversari della destra, il vincitore delle primarie socialiste (che si svolgeranno il 22 e 29 gennaio) dovrà vedersela con altri due cavalieri solitari nella corsa all’Eliseo: il leader della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon, e l’ex ministro dell’Economia, Emmanuel Macron, abile oratore e fondatore del movimento En Marche!, che recenti sondaggi vedono in grande ascesa.

(fonte afp)

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