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Mercoledì 11 gennaio 2017 - 17:16

Siria, fonti: colloqui Astana potrebbero slittare di una settimana

Nella capitale-santuario, dove svetta la Piramide della Pace
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Mosca, 11 gen. (askanews) – I colloqui di pace ad Astana per la Siria potrebbero slittare di una settimana. La data, inizialmente indicata nel 23 gennaio, sarà determinata in seguito a consultazioni in corso in Ankara. E secondo una fonte dell’opposizione siriana che ha parlato a Sputnik la possibilità di un rinvio, c’è. La fonte ha aggiunto che i partecipanti dei colloqui Astana saranno anche alle consultazioni intra-siriane a Ginevra, per formare una delegazione unitaria dell’opposizione, che includerebbe sia le forze politiche e rappresentanti di gruppi armati.

I negoziati per la Siria si terranno quindi a fine gennaio nella capitale kazaka, sotto l’egida di Mosca e Ankara, sponsor di un cessate-il-fuoco entrato in vigore il 30 dicembre in territorio siriano. Ai negoziati parteciperà certamente anche l’Iran e, nei dichiarati auspici del Cremlino, anche altre “potenze regionali” come l’Egitto. Oltre ovviamente a rappresentanti dell’opposizione e del governo di Bashar al Assad. Mentre l’Ovest appare escluso.

Ancora a dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ha detto che era d’accordo con il leader turco Recep Tayyip Erdogan per continuare il processo di negoziati di pace ad Astana. Secondo lui, la nuova piattaforma è in grado di integrare i colloqui di Ginevra. Il presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, durante una conversazione telefonica con Putin ed Erdogan ha sostenuto questa iniziativa e ha annunciato la sua disponibilità a fornire una piattaforma per tali colloqui nella capitale kazaka.

Astana rappresenta anche una scelta interessante dal punto di vista degli equilibri all’interno dell’ex spazio sovietico, poichè Nazarbayev arebbe voluto che nella “sua” capitale si tenessero i negoziati di pace per l’Ucraina, che invece poi ebbero luogo a Minsk, in Bielorussia (da cui “accordi di Minsk”). Ora invece la città santuario, costruita quasi da zero da Nazarbayev, potrebbe accogliere i negoziati più centrali del Medio Oriente, magari nella sua piramide nota come il “Palazzo della Pace e della Riconciliazione”, ideata e progettata dall’architetto inglese Sir Norman Foster.

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