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Giovedì 1 dicembre 2016 - 16:20

Putin a Trump: non vogliamo nemici, pronti a collaborare

Senza parità strategica, rischio è "catastrofe globale"
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Mosca, 1 dic. (askanews) – “La Russia non è in cerca di nemici” ma “il tentativo di rompere la parità strategica è estremamente pericoloso: può portare a una catastrofe globale”. La minaccia è infilata proprio alla fine del tradizionale discorso di Vladimir Putin all’Assamblea Federale, le due camere del Parlamento russo che hanno assistito oggi all’intervento del Capo di Stato nella sontuosa sala di San Giorgio, nel Gran Palazzo del Cremlino. Con loro i vertici delle differenti confessioni religiose presenti in Russia e anche governatori, economisti, esponenti dello spettacolo. Insomma i Vip per il pubblico russo. L’interlocutore di Putin per le ultime righe del suo discorso non è però l’interno del suo Paese, ma il mondo esterno. Ancora una volta, soprattutto, l’America. E ad essa continua a cercare di parlare il leader del Cremlino, affermando di essere pronto “a collaborare con la nuova amministrazione americana” di Donald Trump.

La speranza è davvero l’ultima a morire, dopo i chiari di luna nelle relazioni russo-americane. “È importante iniziare a normalizzare e sviluppare i rapporti bilaterali sulla base di un’uguaglianza reciprocamente vantaggiosa. La cooperazione tra la Russia e gli Stati Uniti è nell’interesse di tutto il mondo, per la soluzione di questioni globali e regionali”. Il tutto nel giorno di arrivo del suo ministro degli Esteri Sergey Lavrov a Roma, che domani va dal Papa in Vaticano, come pure il suo collega americano John Kerry, a sua volta in Italia.

Chiara eco alla Siria nelle parole di Putin, ma anche all’Iraq e alla Libia. Nonchè alla lotta comune contro il terrorismo, che ha listato a lutto più volte anche le cronache russe, sin dal primo mandato di Putin. “Questo problema viene risolto in Siria dai nostri militari” aggiunge. “I terroristi hanno subito danni significativi”, sottolinea. E poi allarga il discorso: “Abbiamo una responsabilità comune per garantire la sicurezza e la stabilità internazionale”, afferma. E anche qui è chiaro che sta parlando non soltanto al pubblico in sala, ma anche al prossimo inquilino della Casa Bianca oltreoceano.

Secondo Putin Mosca non “ricerca e non ha mai cercato il nemico, ma non accetta le pressioni” e sarà “artefice del proprio destino”. Le lezioni della “Guerra fredda sono state vanificate” ma la Russia “è per la difesa non di alcuni Paesi scelti, ma di tutti”.

C’è poi tutto il discorso interno, condotto nella prima parte dell’intervento durato un’ora circa. “I russi si sono uniti grazie ai valori patriottici”, evidenzia il Capo di Stato, che ringrazia anche i militari impegnati in Siria da ormai oltre un anno. Per poi tornare e calcare la mano sui “valori tradizionali”, sulla “famiglia” e soprattutto “sull’importanza dell’educazione dei figli”. Persino lo stato delle scuole, che devono essere “comode e accoglienti” ma anche “al passo con i tempi”.

Il presidente russo aveva iniziato con l’economia, presentando dati che indicavano una ripartenza, benché secondo Putin bisogna fare di più. A partire dalla riformafiscale.

In sostanza Putin, in quello che la Costituzione russa prevede come un appuntamento annuale con la nazione, ha toccato ogni tema, dalla crescita demografica ai cyber attacchi. Ha parlato di tutto tranne una cosa, ma non ha detto se si ricandiderà alle elezioni presidenziali del 2018. Per lui, in sella dalla fine delle scorso millennio, sarebbe il suo quarto mandato.

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