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Giovedì 1 dicembre 2016 - 16:37

Alyssa, con i tacchi a spillo in guerra contro agenzia Usa

La protesta dell'ex soldato: si veste elegante e cammina per ore davanti agli uffici Tsa
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New York, 1 dic. (askanews) – Dagli anfibi ai tacchi a spillo, da soldato meritevole di una Stella di bronzo a donna in carriera. Nel destino, sempre la guerra: prima in Iraq, ora contro la Transportation Security Administration (Tsa, l’agenzia governativa per la sicurezza nei trasporti).

Da mesi, Alyssa Bermudez, 33 anni, cammina avanti e indietro, per sei-sette ore al giorno, davanti al quartier generale della Tsa nella contea di Arlington, in Virginia, non lontano da Washington. Vestita come se dovesse andare in ufficio, rigorosamente in tacchi a spillo. In mano tiene un cartello: “Ho subito molestie sessuali alla Tsa e poi sono stata licenziata.

Nessuna giustizia”. La protesta solitaria di Alyssa è stata raccontata dal Washington Post.

Bermudez, proveniente da una famiglia di militari, decise di arruolarsi nell’esercito nel 2001; lasciò la divisa quattro anni dopo, per passare più tempo con il figlio, mentre il marito, soldato, si trovava in Medio Oriente. Con la crisi del suo matrimonio, decise di arruolarsi di nuovo alla fine del 2007 e, un anno dopo, fu mandata in Iraq. Tornata a casa dopo un anno, cominciò a soffrire come molti reduci di stress post traumatico; lasciato l’esercito nel 2011, cercò di tornare alla normalità e si mise a studiare, riuscendo a laurearsi.

Nel 2012 trovò lavoro alla Tsa, l’agenzia governativa statunitense nata dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, che fa parte del Dipartimento della Sicurezza Interna. Lì, cominciò a subire le molestie sessuali; decise di denunciarle, perché “ci vuole tolleranza zero per questi comportamenti”, soprattutto perché aveva già subito un’aggressione sessuale in Iraq da alcuni commilitoni. “Sono stata trattata come se avessi fatto qualcosa di male, dicendo la verità” ha raccontato.

Poco dopo, l’uomo accusato fu promosso; lei, invece, licenziata.

A quel punto, Bermudez decise di sporgere denuncia all’Equal Employment Opportunity Commission (Eeoc, il dipartimento governativo che si occupa dei casi di discriminazione sul lavoro) e, dopo non aver ottenuto nulla, decise di andare avanti da sola, aprendo un sito web per raccontare la sua storia; a giugno, più di un anno dopo il licenziamento, ha iniziato la sua protesta quotidiana davanti alla Tsa.

Bermudez ha scelto di protestare indossando vestiti che mettono in evidenza il suo fisico e i tacchi a spillo, per ribadire di avere diritto a vestirsi come vuole, a essere una donna attraente senza dover temere di essere molestata dagli uomini e a essere giudicata per il suo lavoro. “Le persone la guardano e pensano certe cose per la considerazione che la società ha delle belle donne, di cosa possono e non possono fare” ha commentato Karina Arcia, che ha servito nell’esercito sotto Bermudez. “Non credo che la gente dovrebbe giudicarla dal suo aspetto. È molto più di un bel viso”.

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